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Carpi in maglia nera, ora per salvarsi serve un miracolo

Fabio Garagnani
Carpi in maglia nera, ora per salvarsi serve un miracolo

serie b. la statistica lascia poche speranze ai biancorossi 

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Ora servirà davvero un’impresa. La ventottesima giornata di campionato ha infatti fatto rotolare il Carpi sull’ultimo gradino della classifica a dieci giornate dal termine. Per trovare chi ha portato a casa la pelle nelle stesse condizioni in Serie B occorre tornare a ben 42 anni fa.

Vero è che i biancorossi viaggiano costantemente in zona retrocessione da otto giornate, ma mai erano precipitati così in basso. Non da soli perlomeno: alla nona e alla decima c’erano Livorno e Foggia a far compagnia.

Oggi neppure loro. Ciononostante, il calendario mette molto del futuro nelle mani di Poli e compagni, con quattro dirette concorrenti costrette a passare per il Cabassi prima della fine dei giochi: Crotone, Padova, Cremonese e Venezia.

Alla penultima, a domicilio, c’è anche il Livorno, sempre che i toscani non si portino prima fuori dalla gazzarra mantenendo il passo attuale (21 punti nelle ultime 13).

Negli ultimi dieci turni il Carpi affronterà quindi cinque scontri diretti, nei quali i punti varranno più che doppio.

Impossibile considerarla chiusa, anche se la storia dice che conquistare la salvezza vuol dire eguagliare un’impresa riuscita l’ultima volta 42 anni fa, alla Pistoiese divisa tra la gioventù di Sergio Brio e l’esperienza di Lido Vieri.

MIRACOLO ARANCIONE

Dieci partite per rovesciare la storia degli ultimi 42 anni. A tanto, infatti, occorre spostare indietro le lancette del tempo prima di trovare una squadra ultima a dieci partite dalla fine e poi salva a fine campionato. Stagione 1977-78, format a 20 squadre e tre retrocessioni. La Pistoiese girò a dieci giornate dalla fine con 19 punti, ultima alla pari col Modena. I toscani ne conquistarono 15 e conclusero in salvo grazie al sedicesimo posto e a 34 punti totali. Il Modena invece naufragò sotto il peso di nove sconfitte, portandosi con sé Como e Cremonese. Vien da sé che nessuno ci sia riuscito da quando il campionato si gioca con l’attuale formula, seppur a 22 squadre: chi ha occupato l’ultimo posto della classifica a dieci giornate dal termine è sempre retrocesso. Quasi sempre finendo la stagione sullo stesso gradino. Solo Triestina (2010-11) e Ravenna (2007-08) sono riuscite a slanciarsi verso l’alto, ma mai abbastanza, visto che il terz’ultimo posto finale di entrambe non ne ha evitato la retrocessione. A rinfocolare speranze di exploit biancorosse c’è però una classifica corta come non mai, con soli quattro punti tra il Carpi, ultimo, e la zona play-out. Per arrivare al Livorno, prima squadra salva, ne occorre uno solo in più, in attesa di Venezia-Palermo di questa sera. —



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