Modena calcio in lutto: addio Cico Aguzzoli
Scomparso ad 83 anni il difensore protagonista della squadra che salì in serie A nel 1962
MODENA Ha fermato tanti avversari pericolosi nella sua carriera di difensore, ma nulla ha potuto contro quello che vince sempre l’ultimo duello. Ieri mattina ha lasciato questa vita Francesco Aguzzoli, 83 anni. Era ricoverato all’Ospedale di Baggiovara, dove qualche tempo fa aveva subito un intervento chirurgico. Nato a Campogalliano, cresciuto calcisticamente nell’Aurora, società giovanile cittadina, è stato per tanti anni una colonna del Modena, con cui ha totalizzato 239 partite di campionato, tanto da essere tuttora il sesto nella graduatoria delle presenze. Il Modena lo prestò al Concordia, poi in IV Serie al Caltagirone, allenato da Vittorio Malagoli, infine al Faenza. Tornato alla base, esordì in prima squadra il 13 ottobre 1957: contro il Simmental Monza l’allenatore Bacigalupo fece esordire tre giovani, Aguzzoli, Franchini e Barbolini II, perché molti titolari erano ko per l’influenza ‘asiatica’. Francesco, detto ‘Cico’, fece un figurone e si conquistò il posto. Furono 21 le presenze in quell’annata di B, 32 in quella successiva e 33 nel ’59/’60. Il Modena era retrocesso in C e Aguzzoli non poté dare il suo contributo all’immediata risalita in B (1 presenza) per i postumi di quell’infortunio, oltre che per il buon campionato di Chirico, arrivato dalla Roma. Fu invece tra i protagonisti della successiva promozione in A (21 partite), almeno fino a quando un’epatite lo fermò. Si rifece nel primo anno di Serie A in cui fu titolare (29 presenze), mentre nel secondo arrivò a 26 presenze. Disputò altre tre annate da titolare in B col Modena, prima di chiudere la carriera con due campionati di Serie D nell’Imperia. Il suo ruolo era quello di stopper, ma si disimpegnava anche come terzino destro e come libero, ruolo in cui giocò gli ultimi tre campionati di B indossando anche la fascia di capitano. Giocatore non velocissimo, aveva però intelligenza tattica e doti di anticipo importanti sia di testa che di piede, anche se la sua caratteristica che rimaneva più impressa era la grande eleganza del gesto atletico. E’ stato anche allenatore, guidando Finale e Campogalliano, poi chiuse col mondo del calcio. Negli Anni Ottanta ha gestito un negozio di abbigliamento in centro. Anche il figlio Armando, classe 1963, è stato calciatore professionista: cresciuto nel Modena, ha giocato in prima squadra nel triennio 1980-’83, poi ha militato anche con Rondinella, Monopoli, Carpi (6 stagioni), Mantova, Collecchio, Fiorano, Bagnolese, Crevalcore e Solierese, infine ha allenato per anni diverse squadre tra i Dilettanti. Proprio da Armando è venuta una toccante testimonianza: “Aveva staccato dal calcio, ma il Modena era sempre nel suo cuore e voleva sapere sempre il risultato dei gialli. Anche l’altra domenica, pur essendo già in rianimazione, me lo ha chiesto e quando gli ho detto che aveva vinto 3-0, è riuscito a sorridere”. Francesco Aguzzoli, oltre ad Armando, la nuora Emanuela e la nipote Martina, lascia anche la figlia Barbara. A loro vadano le condoglianze della Gazzetta. Le esequie domani alle 15,30 a Terracielo Funeral Home.
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