Un giorno senza Modena: l’onda gialla si riposa, cucina, suona la chitarra ed è pronta a ripartire
Una domenica diversa per i tifosi canarini costretti dalla sosta a rinunciare all’appuntamento coi gialli. Spunta un sondaggio sui social
IL VIAGGIO
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Difficile per chi è abituato a seguire i gialli da anni e ovunque, con qualsiasi tempo e in qualsiasi categoria, che si tratti di prendere d’assalto le mura casalinghe del Braglia o macinare chilometri in lungo e in largo per l’Italia, adattandosi il più delle volte a stadi che a fatica riescono a contenere un’affluenza tale, digiunare anche solo una domenica. Perché i numeri del popolo gialloblù, tanto in casa quanto in trasferta, sono sempre da record. Indice di un amore e di una fedeltà per la maglia, per la squadra, e della voglia di condividerli “Ogni maledetta domenica”, che travalica tutto. Perfino l’attuale categoria, quella serie D che il Modena non merita e che si spera possa salutare presto, che sta appunto stretta ad un apparato societario e ad una piazza che per numeri e qualità con il dilettantismo hanno ben poco a che vedere. Eppure che si tratti di B, C o D non importa: si parte. Che sia per raggiungere piazza Tien An Men o viale Monte Kosica, qualche città importante ai tempi del campionato cadetto o qualche paesino sperduto e più o meno sconosciuto nella stagione in corso, il popolo dei tifosi geminiani si mette in marcia e travolge tutto. Ecco perché ieri, in occasione della pausa forzata dovuta alla Viareggio Cup, puntuale è scattato il “mal da campo”.
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IL SONDAGGIO SUL PIT STOP
C’è chi, tra i tifosi, ha lanciato infatti un sondaggio sui social per sapere come stavano passando il dì di festa, ma di digiuno da stadio, i compagni di sempre. Quelli che non rinunciano mai ad una partita casalinga, e soprattutto ai match in lidi distanti dalla Ghirlandina. E le risposte sono arrivate numerose e variegate. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti. Da chi, evidentemente impossibilitato a rinunciare al campo anche solo per una domenica, se ne è andato a vedere una partita di terza categoria - postando la foto come prova - a chi invece ha preferito passare un più comodo pomeriggio sul divano, dedito al relax e alle sane dormite o alla classica tv .
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Ma non sono mancate nemmeno le battute su attività fisiche alternative, diciamo piccanti, come quelle più tradizionali di un pranzo o di un aperitivo con gli amici o dell’imbracciare una chitarra per dedicarsi alla passione musicale. C’è poi chi, tra le quote rosa canarine, ha approfittato della giornata di pit stop per fare le pulizie di casa armata di aspirapolvere e chi per preparare un succulento risotto. Tutti impegnati quindi, ognuno a modo suo, a far fronte alla comune carenza da bomber, gol, cori e tradizionale domenica calcistica modenese.
IL FIUME GIALLOBLU’
Non facile infatti arrestare il fiume gialloblù dei tifosi che, da inizio campionato, ha invaso tutto il Nord Italia percorrendo molto, molto di più del vero Fiume Giallo che con i suoi 5.464 chilometri è annoverato come il secondo fiume più lungo della Cina e uno tra i più lunghi al mondo. Partendo dall’Emilia Romagna e passando dai colli bolognesi al piacentino, arrivando fino a lidi più marittimi, il popolo geminiano si è mosso in massa e compatto ad ogni domenica di trasferta. A centinaia i tifosi canarini che hanno preso d’assalto stadi perlopiù striminziti e non di certo pronti ed attrezzati per accogliere tutto il loro entusiasmo da match fuori porta. Stesso scenario in Lombardia, che sia basso o alto lombardo. Dove se le strutture sono quelle della serie D, la voglia di arrivarci ed adattarsi comunque per sostenere la squadra non è mai venuta meno. Facendo registrare una media di presenze fuori casa che, se mai ce ne fosse ancora bisogno, denota un attaccamento ai colori e un credo che nessuno può annoverare in questa categoria e (forse) in pochi possono vantare anche in qualche categoria superiore. Che dire poi del Braglia. Una Curva Sud che è un vero e proprio muro ad ogni gara interna. Tanto da aver impressionato anche qualche avversario che si è lasciato andare ad uno stupefatto “Io, uno stadio ed un pubblico così, non li ho mai visti”.Sì perché gli spettatori totali, ad oggi, sono stati più di 70mila con una media di 7.093 contro quella di 3.589 del Mapei. E se anche la matematica ha un suo peso, non serve certo essere abile calcolatori per capire che la vera audacia è tutta gialloblù.—
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