Questo Sassuolo è già in vacanza: tracollo al Mapei
La Sampdoria vince 5-3 impartendo una dura lezione ai neroverdi di De Zerbi, senz’anima e mai in partita
REGGIO Un Sassuolo senz’anima e dominato. Non è la prima volta che accade quest’anno: i neroverdi subiscono una lezione di calcio da avversari più in palla, sia mentalmente che fisicamente, e meglio disposti in campo. D’accordo che gli stimoli sono quelli che sono, dato che il Sassuolo se da un lato è virtualmente salvo dall’altro vede come un miraggio la zona Europa. Detto questo è inaccettabile tirare così in remi in barca e farsi prendere a pallate dall’avversario al termine di una prova senza personalità e tantomeno con quella cattiveria che sarebbe il minimo sindacale in giornate del genere. Una roba inconcepibile da una squadra che nel corso della stagione ha dimostrato in più occasioni di saper produrre bel gioco e prestazioni di alto livello. Eppure ieri il Sassuolo non è mai entrato in partita, anzi non è proprio sceso in campo. Neroverdi scarichi mentalmente, lenti e macchinosi, quasi fosse un’amichevole organizzata per smaltire i carichi di lavoro del ritiro. Probabilmente frutto - come ammesso da De Zerbi - di una settimana poco brillante sotto il profilo degli allenamenti.
La Sampdoria di Giampaolo ha fatto il bello e il cattivo tempo, imperversando con il suo tridente Quagliarella-Defrel-Gabbiadini in una difesa costantemente in affanno e vittima di black out (quasi tutti i gol doriani sono nati da svarioni), mal protetta da un centrocampo molle e svagato. Tutto fin troppo facile per i blucerchiati, parsi più umili, motivati e con più birra nelle gambe. Archiviati i sogni d’Europa manifestati in estate dalla società, adesso si parla di anno zero. Va bene, ma certe prestazioni non ci stanno pur sforzandosi di concedere al Sassuolo tutti gli alibi del mondo, dalla giovane età all’inesperienza passando per un gruppo rivoluzionato rispetto alla scorsa stagione. Il tecnico si appella alla mancanza di continuità nell’atteggiamento mentale, che impedisce alla squadra di fare il definitivo salto di qualità. Questo finale di campionato, con 10 gare da giocare senza più realistici obiettivi di classifica, dovrà servire almeno a tenere attaccato l’interruttore.
FRASTORNATI
De Zerbi schiera un 3-4-3 (ripescando dalla naftalina Di Francesco) da opporre al super offensivo 4-3-1-2 della Sampdoria. Tra due squadre tranquille ci si aspetta un match spettacolare e ricco di reti. Promessa rispettata anche se a divertirsi sono stati solo Quagliarella e soci. Ai quali basta un quarto d’ora per perforare la sgangherata fase difensiva dei neroverdi con l’ex Defrel. Ben presto il match assume l’aria di un’amichevole estiva tra una squadra che gioca a pallone (la Samp) contro un’altra svogliata, rassegnata a fare da sparring partner (il Sassuolo). Blucerchiati in surplace, capaci di portarsi sul triplo vantaggio grazie alle marcature di Quagliarella e Linetty prima che, in un lampo d’orgoglio, Boga provi a dare l’illusione di riaprirla.
CAMBI INUTILI
A poco serve il doppio cambio nell’intervallo operato da De Zerbi (dentro Babacar e Locatelli per Di Francesco e Djuricic) passando al 4-3-3. Sì, perché la Sampdoria ci mette trenta secondi dall’avvio della ripresa per punire con Praet l’ennesimo errore di piazzamento della frastornata difesa neroverde. Sull’1-4 gli ospiti calano la pressione, il Sassuolo mette la testa fuori e con Duncan prova a rendere meno amaro il passivo con un destro deviato da Andersen. Ma è Gabbiadini, unica punta doriana ancora a secco, a chiudere la goleada sfruttando l’ennesima imprecisione della retroguardia di casa. Dopo aver tributato una standing ovation all’eterno Quagliarella, gran parte del pubblico lascia anzitempo il Mapei perdendosi il terzo gol neroverde, inutile quanto bello, di Babacar. Che non attenua la delusione del furibondo De Zerbi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

