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L’amaro dopo la grigliata per i boys di "Al di marzo"

Valentina Corsini
L’amaro dopo la grigliata per i boys di "Al di marzo"

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Il cappellino da baseball alla Joe di Maggio indossato ieri da Alberto Bollini, non solo non ha prodotto uno dei famosi fuoricampo dell’indiscusso campione statunitense - uno dei colpi non plus ultra nel noto sport americano - bensì ha portato alle idi di “Al di marzo”. Dove “Al” sta per il tecnico modenese e “Idi” per il suicidio che i suoi uomini hanno messo in scena in campo in quella che doveva essere invece una domenica di marzo in cui imporsi nettamente sull’ultima della… Classe. Ma la dura legge del gol non sbaglia mai. Non che il Modena non ci abbia provato a vincere il match casalingo contro il fanalino di coda Classe. Peccato che, però, nella frenesia di doverlo trovare quel gol, la squadra si sia prodotta in una serie di cross e tiri tra il superficiale e l’impreciso (volendo usare aggettivi eufemistici) che alla fine a gonfiare la rete sono stati i romagnoli. Una debacle arrivata al 68’ da cui i gialli non si sono più ripresi. Semmai diventati ancora più frenetici in una corsa verso l’area di rigore che ha portato a “toppare” in ogni modo possibile ed immaginabile. Tanto che, a fine gara, la classica corsa sotto la Sud è stata sostituita dagli uomini di “Al” con un mesto corteo funebre negli spogliatoi, “ravvivato” solo dai fischi tonanti dei tifosi canarini e da un inequivocabile invito a tirare fuori gli attributi maschili. Applausi invece - meritati ed indice della grande sportività del popolo gialloblù - ai ravennati. Che se ne escono dal Braglia con una vittoria da mettere nei loro annali ed osannati da un nutrito gruppetto di sostenitori, ancora increduli per il risultato agguantato tra le mura del fortino modenese. Un fortino che, complice la pausa per la Viareggio Cup, aveva ospitato anche quella che doveva essere una grigliata in compagnia e benaugurante. Una foto dell’allegra tavolata di giocatori geminiani che è diventata dopo la caduta sul campo bersaglio dell’ironia di qualche tifoso. Alla fine di un lauto pranzo, tra piatti spazzolati e bottiglie di birra vuote, quello che manca è sempre un buon caffè ed un ottimo amaro. Alla luce della sconfitta arrivata, però, il deluso canarino su Facebook ha scritto: “E’ solo per i tifosi, l’amaro”. Ed il sapore (non) è affatto di classe.

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