Un Carpi dai tre volti schiacciato dal Palermo
Brutto inizio con due gol incassati, bella reazione e pareggio sfiorato poi nel finale saltano i nervi a Pasciuti e Kresic: i rosanero dilagano (4-1)
Che ci fosse un fossato da guadare era cosa nota a tutti, che il Carpi potesse farlo giocando solo mezzora era eventualità da escludere in partenza. Eppure così è andata. Per spiegarsi il perché occorre sfogliare manuali di psicologia. Al “Barbera”, agli ordini di Castori scendono in campo almeno tre squadre: quella remissiva e timorosa del primo tempo che conclude sotto di due reti, quella aggressiva e determinata della prima mezzora della ripresa, brava a riaprirla con Mustacchio e a sfiorare il pareggio con Jelenic, e infine quella scellerata che butta via tutto con le espulsioni di Pasciuti e Kresic, macigni su una partita ancora aperta.
L’ASSENZA
La giornata da “tutti all’arrembaggio” in casa Palermo si traduce in un undici piuttosto eloquente, con Falletti e Trajkovski sugli esterni in appoggio al tandem Puscas-Nestorovski. Stellone si attende un muro, e vuole tutta la fantasia della sua rosa per superarlo. In realtà anche la squadra di Castori si concede qualche opzione offensiva, con Piscitella e Jelenic sugli esterni, Mustacchio a fianco di Arrighini. Ma come andrà l’intero primo tempo è già chiaro dopo 29 secondi, quando ci vuole tutta la prontezza di riflessi di Piscitelli, preferito al rientrante Colombi, per deviare la conclusione a colpo sicuro di Puscas. Dove sia il Carpi non si sa. Lento, sfilacciato, mai in aggressione e con i reparti lontanissimi. Ogni spazio che si apre è un invito a nozze per il nutrito reparto avanzato palermitano. L’uno due Falletti-Nestorovski arriva così prestissimo e tutto nel giro di cinque minuti. Sempre in velocità, sempre con la difesa biancorossa mal piazzata: un buco causato dall’uscita dalla linea di Sabbione, un pallone perso da Rolando sulla trequarti. Non funzionano né le misure né le contromisure, e se il Palermo non ne approfitta è solo perché sente la partita in mano e Piscitelli toglie dall’angolo la conclusione di Trajkovski prima dell’intervallo
LA RINASCITA
A fine primo tempo, tutto si poteva pensare tranne che il Carpi potesse riaprirla. Eppure i ragazzi di Castori impiegano pochissimi secondi per far capire al Palermo che la musica è cambiata. Ora i reparti son più stretti, il pressing funziona e si estende fin sulla metà campo avversaria, dove il Palermo si rannicchia subendo gol dopo soli 39 secondi: cross da destra di Poli, appoggio col piatto di Piscitella e sinistro secco da pochi metri nell’angolino di Mustacchio. Ora i padroni di casa giocano con la paura. Diventa terrore al 59’ quando non trovano antidoti per l’incursione di Mustacchio che serve centralmente Jelenic. Brignoli esce puntuale e contrasta con le gambe la conclusione. Scampato il pericolo, il Palermo guadagna qualche metro, ma sempre soffrendo la fisicità imposta dai biancorossi tanto che la partita, piano piano, si incattivisce.
LA FOLLIA
Tutte le premesse per l’impresa sfumano miseramente a venti minuti dalla fine, quando il Carpi paga lo scotto del clima di nervosismo. Pasciuti viene ammonito per un fallo su Jajalo poi rivolge qualche parola al direttore di gara. Il cartellino questa volta è rosso. In inferiorità numerica, Castori sposta Mustacchio a sinistra, con Vitale a fianco di Di Noia in mezzo e per qualche minuto il Palermo ha ancora le sue belle gatte da pelare fino a quando Kresic, a una decina di minuti dalla fine, completa la frittata: scaglia violentemente il pallone a terra per contestare un calcio d’angolo e si prende il secondo giallo. Per il Palermo si aprono praterie. Segnano Puscas e ancora Nestorovski, fissando il risultato in un 4-1 troppo inclemente. Finisce col Carpi, mesto, sotto la spicchio occupato da una quarantina di tifosi biancorossi. —
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