Il Carpi crolla al Cabassi e sprofonda nel dramma
Una doppietta di Simy castiga la Banda Castori, inutile il 2-1 di capitan Poli Una sconfitta gravissima: -7 dai playout e la salvezza diretta è a 8 punti
Se non è una bandiera bianca, poco ci manca. Contro il Crotone, il Carpi fallisce la prima delle sue nove finali e si allontana sempre più da zona play-out e zona salvezza.
Troppo consolante imputare la sconfitta alle decisioni della giacchetta nera, seppur sonoramente contestata dai tifosi di casa, o alla solita sfortuna per il miracolo di Cordaz nei minuti di recupero sul destro ravvicinato di Mustacchio. La realtà è che il Carpi ha regalato un tempo intero ad un avversario diretto e a questo punto della stagione, con questa classifica, è un peccato imperdonabile.
Soprattutto se mixata ai soliti errori difensivi e alla solita sterilità offensiva. Il risultato non può che essere la sconfitta. E così, purtroppo, si spegne pure la speranza, ridotta ormai a un lumicino.
LA PARTITA
E’ un Carpi irriconoscibile sin dai primi minuti: pressa con disordine, abbassa il baricentro e non riesce mai a ripartire, mentre sulla sua sinistra il Crotone affonda che è una bellezza. Buongiorno e Piscitella vengono regolarmente presi in mezzo da Sampirisi e Benali. Dalle parti di Piscitelli qualche pericolo, ma per sbloccare il risultato serve un fallo di mano di Buongiorno. Il rigore è realizzato da Simy. Il Carpi non reagisce e Zanellato ha un paio di buone occasioni per il raddoppio prima dell’intervallo. Il secondo tempo inizia tra pacchiani errori di linea della difesa biancorossa.
Alla prima occasione Benali coglie la base del palo esterno a porta vuota e spalancata. Alla seconda Simy non fallisce. Castori le prova tutte. Passa a una sorta di 3-4-1-2 con Rolando sulla linea dei difensori, Mustacchio e poi Crociata dietro alla coppia Arrighini-Vano. E’ un azzardo, ma porta frutti quando Poli realizza il tap in sulla traversa colta da Vano sul cross di Crociata. Il Crotone sfiora il terzo, prende una traversa con Pettinari, ma il Carpi gioca sui nervi e, seppur confusamente, si dimena fino alla fine, anche quando rimane in dieci per l’espulsione di Concas. E’ di Cordaz su Mustacchio l’ultima parola. Per il Crotone tre punti che valgono doppio.
FRUSTRAZIONE
Il fallo di frustrazione col quale Concas sforbicia le gambe di Benali a metà campo, rimediando il secondo giallo della gara, porta con sé il carico di un intero campionato e rischia di diventare il simbolo dell’abdicazione definitiva. Una bagatella di cui non si sentiva la mancanza, che viene dopo le espulsioni, altrettanto sciocche, di Pasciuti e Kresic a Palermo. Come allora, il Carpi rimane in dieci nel momento del forcing finale. Addirittura in nove quando Coulibaly è costretto dai crampi a bordo campo per una manciata di minuti. L’esito è un altro finale di partita buttato alle ortiche.
ARBITRO
Il Cabassi non gli ha perdonato nulla, ma contro il Crotone i suoi errori finiscono col pesare in modo uguale sulla bilancia. Un paio di abbagli importanti nei novanta minuti ci sono stati, spesi da una parte e dall’altra. Sul rigore che spezza l’equilibrio, il braccio di Buongiorno è lontano dal corpo, e la decisione sacrosanta.
Sulla strada di Ghersini altri due falli di mano, sui quali la decisione di sorvolare è stata contestata da Crotone e Carpi. La prima su tiro di Benali dopo pochi secondi dal rientro in campo: Rolando ha il braccio sinistro attaccato al corpo, ma la palla incoccia quello destro, che dalle immagini appare largo. Più rigore che no. Così anche nel secondo episodio, quando Concas spizzica il corner, Sampirisi ha il braccio staccato dal corpo e la palla lo colpisce in pieno sulla mano. Per i biancorossi sarebbe stata l’opportunità del pareggio. Giusta invece l’espulsione di Concas, che pochi minuti prima si era reso protagonista di un’altra entrata dura su Simy.—
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