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Il grido di gioia strozzato nella gola dei tifosi canarini Ma alla fine sono applausi

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Il grido di gioia strozzato nella gola dei tifosi canarini Ma alla fine sono applausi

Oltre 2700 modenesi nella curva del Mapei Stadium che resta “maledetto” Coreografia spettacolare a inizio partito con la citazione della canzone di Vasco

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È il tredicesimo del secondo tempo quando il sole fa capolino al Mapei Stadium. E sembra un buon segnale per i tifosi canarini, che non solo si son presi una discreta dose d’acqua nell’intervallo, ma anche perché la squadra inizia a girare.

Si scrolla di dosso quel timore che l’aveva un po’ bloccata e si lancia in attacco alla ricerca del gol sospinta dai 2758 tifosi del Modena presenti in curva nord. Sono tanti e si fan sentire, anche con qualche chicca. Una su tutte: l’onnipresente motto reggiano “Dai C’andom” viene storpiato con lo striscione... “Dai Condom”. E tra un coro e uno sfottò, il silenzio cala solo in quei pochi secondi che si interpongono tra il “furto” di Pettarin e la parata di Narduzzo: in mezzo c’è lo stop di Ferrario e tutto il popolo gialloblù si appresta a correre verso il basso, verso la balaustra inferiore per festeggiare il gol. E invece l’uomo che tante volte li ha fatti esultare, fa gridare quelli della Reggiana che trasformano il loro silenzio di paura in un giubilo di gioia, come se avessero segnato. Narduzzo l’ha presa.

Nemmeno Ferrario è riuscito a interrompere una vera e propria maledizione sportiva. Il Modena al Mapei Stadium - già Giglio, già Città del Tricolore - proprio non riesce a vincere. Se ne ha la certezza quando ancora in quella porta il pallone calciato da Loviso passa in mezzo a cento gambe, rimbalza e bacia i pochi centimetri della traversa. La sorte, non contenta, fa tornare in campo la sfera e la fa sfilare a due passi da altri giocatori canarini, ma non abbastanza vicino da farsi ribattere in rete. Quelli con la sciarpa gialloblù al collo si guardano attorno attoniti. Non ci credono. «Non è entrata?»

«Se non avete vinto stavolta, non vincete più», fa notare un signore reggiano in tribuna che dal numero di capelli bianchi in testa di derby deve averne visti parecchi. E non solo al Mapei.

Tornando indietro di 90 minuti, all’ingresso in campo, i ragazzi della curva distribuiscono centinaia di stendardi. Un muro gialloblù costruito in settimane di lavoro. Sarà che in fondo siamo un po’ di parte, ma i colori del Modena sono proprio belli. La coreografia iniziale è accompagnata da una citazione di Vasco. «Pensando solo a te, ogni respiro... ogni momento che vivo». È tratta da Rewind... un tasto che tutti vorrebbero premere per riavvolgere questa stagione e farla ripartire da zero per provarci di nuovo. Magari facendo più attenzione in tante trasferte senza vittoria. Trasferte in campetti di provincia in cui gli applausi dei tifosi si sono trasformati in fischi. Non ieri. Non al Mapei Stadium.

Perna e compagni si prendono gli applausi e il saluto della curva. Anche Ferrario, perché non si può addossare la croce a uno che per un anno ha trascinato la carretta. Poi in fondo manca ancora qualche giornata per provarci e ci si deve provare, perché la serie D sta proprio stretta a questo pubblico. —

GIB

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