Maledizione 96’: il Sassuolo beffato all’ultimo secondo
Rogerio e Berardi ribaltano la Lazio ma, come una settimana fa a Bologna, neroverdi trafitti a fine recupero. Addio colpaccio, ma resta la buona prova
Finisce 2-2 all'Olimpico e accade tutto nel secondo tempo: quattro gol e un tourbillon di emozioni, rovesci e colpi di scena. Un pareggio che lascia però tanta amarezza al Sassuolo, ancora una volta vittima della maledizione dei minuti di recupero. Domenica scorsa a Bologna Destro aveva segnato a 96’ il gol vittoria per i rossoblù dopo il provvisorio pareggio di Boga al 91’. Ieri all’Olimpico l’incredibile remake: Berardi porta avanti i neroverdi a ridosso del 90’, anche stavolta sembra fatta ma ancora al 96’ ecco materializzarsi il pareggio-beffa di Lulic. Roba difficile da mandare giù per un Sassuolo che, sul più bello, è ricaduto nella solita disattenzione. Che costa altri due punti, sfilati tra le dita quando ormai sembravano in tasca: oltre a una vittoria di prestigio sul campo di una grande, un successo avrebbe sensibilmente avvicinato i neroverdi al decimo posto, quindi parte sinistra della classifica, attualmente occupato da una Fiorentina in caduta libera. Peccato davvero perchè contro la Lazio il Sassuolo ha disputato una buona partita, nella quale ha reagito con personalità a un torto (rigore difficile da comprendere), pareggiato e piazzato il colpo del ko all’89’ con il subentrato Berardi, al secondo gol di fila. Ma, così com’era accaduto a Bologna, all’ultimo assalto Lulic ha trovato la zampata per il 2-2 laziale lasciando tanta rabbia a De Zerbi & C.
NEROVERDI TOSTI
Alla vigilia tutti ipotizzavano tre punti “facili” per la Lazio contro un Sassuolo appagato dal poker rifilato al Chievo nel turno infrasettimanale. Nulla di più sbagliato: il Sassuolo si è presentato all’Olimpico più che mai deciso ad uscire con dei punti e tra gli applausi. In un certo senso missione compiuta: per una questione di secondi i neroverdi hanno visto sfumare la vittoria contro una Lazio che si è scontrata contro un super Consigli, strepitoso nel negare il gol prima a Immobile e poi a Milinkovic. Nel complesso il Sassuolo ha mostrato grande organizzazione, unita a carattere e capacità di soffrire anche nei momenti di maggior pressione di Immobile e compagni.
RIGORE E PROTESTE
De Zerbi cambia ancora: modulo 3-5-2 con novità negli interpreti in tutti i reparti rispetto al Chievo: Magnani in difesa, Sensi, Duncan e Rogerio nel mezzo con Matri a far coppia con Boga in attacco. Panchina per l’acciaccato Berardi. Dopo un primo tempo bruttino e privo di grandi sussulti, la partita si è accesa nella ripresa. A dar fuoco alle polvedri l’arbitro Abisso che, nonostante il Var, concede alla Lazio un rigore per un tocco col braccio di Locatelli. Ma le immagini dimostano che sul cross di Patric la palla sbatte prima sul fianco e poi sul braccio largo del centrocampista neroverde. Nonostante le giustificate proteste ospiti, Abisso è irremovibile e Immobile trasforma.
RABBIA E CORAGGIO
Immediata quanto rabbiosa la reazione del Sassuolo che dopo pochi minuti trova il pareggio con un tocco di Rogerio sotto porta su pallone smistato da Lirola: primo gol in A per il brasiliano, diciottesimo giocatore neroverde ad andare in gol (record europeo). Con l’ingresso di Correa la Lazio mette alle corde il Sassuolo e sugli scudi sale Consigli.
VELENO NELLA CODA
Il cronometro corre, i padroni di casa sono frenetici e concedono spazi: per approfittarne De Zerbi mette Berardi e la mossa si rivela vincente a cavallo del 90’ quando, dopo una ripartenza rifinita da Sensi, il 32 neroverde fulmina Strakosha in uscita. 2-1 Sassuolo e sull’Olimpico cala il gelo. Ma come una settimana prima a Bologna il minuto 96 si rivela ancora una volta fatale: stavolta a punire i neroverdi è il tocco sotto porta di Lulic su assist di Immobile. —
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