Il Modena camaleonte con Bollini sfrutta in pieno la rosa lunga: in 12 gare 25 titolari
Il tecnico ha dato una chance a quasi tutti i suoi giocatori Nel rush finale le tante opzioni possono essere l’arma in più
Si dice che l’unione faccia sempre la forza nei momenti più importanti, anche quando si parla di sport. Il Modena di Bollini, da questo punto di vista, ha sposato in piena regola il motto per credere ancora nella vittoria del campionato. Non sarà semplice recuperare sei punti alla capolista Pergolettese, visto che la sola vittoria nello scontro diretto in programma a Crema potrebbe non bastare, ma finché la matematica non emanerà un verdetto l’obiettivo comune è quello di non perdere la speranza.
La compattezza del gruppo non è mai stata un problema del Modena, che in campo ha pagato altre difficoltà per tutta la stagione, ma nel rush finale c’è qualcosa che rende ancora più unita la squadra e competitivi gli allenamenti: con Bollini non ci sono gerarchie prestabilite, 25 giocatori su 28 hanno giocato da titolari nelle 12 gare della sua gestione e tutti sanno dunque di poter avere un’altra chance, sentendosi pienamente partecipi di una missione quasi impossibile come ribaltare un campionato in appena quattro gare. Puntare su un undici quasi fisso poteva essere una soluzione, ma con una rosa di 28 giocatori – sulla carta tutti competitivi – era anche un rischio. Così il Modena di Bollini, fedele al suo 4-3-3, si è trasformato giornata dopo giornata, camaleontico al punto tale da cambiare metà degli interpreti quando qualcosa si è inceppato e servivano forze fresche: la squadra vista con il Pavia era per sei undicesimi diversa da quella scesa in campo contro il Calvina, in quella che ha giocato il derby c’erano tre volti nuovi a cui poco dopo se ne è aggiunto un altro. Da Cortinovis a Ndoj, da Boscolo Papo a Pettarin, da Falanelli a Letizia, da Berni a Zanoni, ma si potrebbe continuare fino a raggiungere quota 25, tutti hanno avuto almeno un’occasione da titolare. L’eccezione riguarda i soli Parisi, Magliozzi e Di Giorno.
Certo, ci sono pedine quasi inamovibili: Piras, promosso tra i pali, e i due capitani Perna e Gozzi hanno giocato da titolari tutte le gare dell’era Bollini in cui sono stati a disposizione, mentre Sansovini è stato l’unico a fare 12 su 12 con 10 presenze dall’inizio e due subentri. —
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