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Scheckter: «Ferrari, gli ordini di scuderia non mi piacciono»

Enrico Ballotti
Scheckter: «Ferrari, gli ordini di scuderia non mi piacciono»

Forghieri: «Hamilton è un gran pilota, ma gli uomini in rosso hanno le capacità di trovare soluzioni»

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POZZA «Fantastica, una serata fantastica!»: le parole, le uniche, di Mattia Binotto descrivono alla perfezione quello che è successo allo Smeraldo di Pozza. Il team principal della Ferrari non ha voluto mancare, preferisce non parlare alla stampa ma allo stesso tempo vuole rendere omaggio a Lello. Lo stesso, Lello, che è commosso alla vista di Piero Ferrari: «Sono qui – dice il figlio del Drake – per portare il mio saluto ai presenti. Ho rivisto volentieri tanti piloti del passato e tanta gente che ha vissuto la passione per la Rossa». In un attimo, dunque, si parla dell’attualità: «Certo che sono soddisfatto, le vendite sono in crescita e anche in borsa l’azienda si sta muovendo molto bene. Le vittorie? Arriveranno, non preoccupatevi». Il parallelismo con i successi del passato è una conseguenza: «E’ inutile – continua Ferrari – fare certi paragoni. Mi spiego: la Formula 1 è cambiata. Sarebbe come, passando al calcio, paragonare Pelè a Cristiano Ronaldo». Mentre Piero parla alle sue spalle si presenta il “festeggiato”, Mauro Forghieri: «Sei bravo Piero – scherza – parli davvero bene…». Poi il discorso si fa serio: «Prima di tutto un grande grazie a Lello che ha organizzato tutto questo, una serata bellissima che mi ha fatto emozionare. Ritrovo tanti amici e da ferrarista vero, quale sono, è un gran piacere». Si passa al pratico e al Mondiale appena iniziato: «Hamilton è un gran pilota – dice il mitico ingegnere - ma gli uomini in rosso hanno le capacità di trovare ogni tipo di soluzione. E ricordate: la Ferrari va forte, anche quando non vince…».

A proposito di piloti, ecco gli ospiti più ricercati della serata: Patrick Tambay, Jody Scheckter e, con tanto di cappello da cowboy, Arturo Merzario. Inizia proprio Merzario: «Di questa serata se ne riparlerà…». Poi tocca a Scheckter: «E’ incredibile essere qui. Sono ormai un vecchio contadino, ma a Maranello mi sento a casa. Penso a Lello e immagino già tortellini e tortelloni alla panna. La Ferrari? Mi piace Leclerc, sono gli ordini di Scuderia che non mi sono piaciuti». Quindi, per chiudere il cerchio, tocca a Tambay: «C’è un ambiente davvero eccezionale, mi sembra di essere ancora un pilota nonostante qualche chilo in più. Mi ricordavo una Maranello diversa, più piccola. Ora è una città a tutti gli effetti. Si respira ugualmente il clima Ferrari, su questo non ci sono dubbi». Un posto speciale nei cuori di tutti è riservato per Joanna Villeneuve, la moglie dell’indimenticato Gilles: «Questa è sempre stata una famiglia e anche stasera mi sento, appunto, in famiglia. Volevo esserci per ritrovare tanta gente che non ho mai dimenticato. Anche oggi continuo a seguire la Formula 1, mi sveglio alla mattina e dal mio Canada mi collego in televisione. Sono sempre stata tifosa della Ferrari tranne che per un periodo. Quale? Ovviamente quando mio figlio Jacques correva con la Williams…».

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