Da Brescello a Crema, una storia di grandi esodi per il popolo canarino
Le trasferte di massa nei tempi recenti tra sogni realizzati, salvezze conquistate in extremis e anche delusioni come la serie A sfumata a Cesena
Era il 6 maggio del 2001, penultima giornata del campionato di C1, quando il Modena regalò al suo pubblico - 4mila tifosi canarini accorsi a Brescello - una delle pagine più belle ed emozionanti della sua storia. Una promozione in serie B, dopo 7 anni di militanza in C, che è impossibile dimenticare per chi c’era, e anche per chi non c’era. Perché Brescello, per il Modena e la sua gente, ha segnato uno di quei momenti che valgono una vita intera di fede, d’amore, di sofferenza e di speranza per raggiungere tutti insieme, credendoci fino alla fine, fine all’ultimo respiro, un sogno bellissimo che è inutile spiegare a chi vede nel calcio un semplice sport in cui si rincorre una palla su un campo verde per 90 minuti. L’emozione non ha voce, canta Celentano. Ma quella del popolo gialloblù ce l’ha. Eccome.
Da BRESCELLO a CREMA
Quattromila tifosi che scoppiano in lacrime di gioia, in abbracci fraterni di chi sa di esserlo davvero un fratello, un compagno, l’uno per l’altro, a quel gol di Ginestra all’ultimo minuto di recupero sul campo del Brescello che gonfia molto di più di una rete. Emozioni talmente forti che, quando le vivi e le tramandi negli anni anche a chi non c’era come fossero un testamento di fede canarina inossidabile, ti si attaccano addosso e non le scordi più. Sono parte di te. E se i numeri non mentono - saranno sempre 4mila i tifosi gialloblù in procinto di invadere Crema per lo scontro diretto con la Pergolettese alla penultima giornata di campionato - il Modena è pronto ad arricchire i suoi già lunghi memoriali con un altro capitolo importante sul cosa significhi essere amato a tal punto dal suo popolo. Che non l’ha mai abbandonato. Tanti, infatti, gli esodi della tifoseria gialloblù da mandare in tilt il pallottoliere delle presenze a cui abbiamo assistito negli ultimi anni.
LA CARICA DEI MILLE E PIU’
Tremila i tifosi modenesi che hanno preso d’assalto il Mapei per il recente derby con la Regia, trasformando la curva ospiti in una curva di casa. Un colpo d’occhio bellissimo. Come eccezionale la macchia di colore gialloblù che ha imposto il suo vessillo d’orgoglio in altri due stadi in cui si sono disputati match cruciali per il Modena. Come dimenticare gli oltre mille tifosi canarini che hanno sfidato il caldo infernale del Manuzzi di Cesena per quella semifinale di ritorno playoff di serie B che ancora grida vendetta. Era l’11 giugno del 2014. Al Modena non riuscì di agguantare la massima serie, ma il suo pubblico fu da serie A. Senza se e senza ma. Che dire poi dell’esodo in terra ligure, il 30 maggio 2015, per l’andata playout contro l’Entella a Chiavari dove i tifosi gialloblù, nonostante le ridotte dimensioni dello stadio comunale, si sono presentati in 1.100 dando vita ad un altro “muro” storico da incorniciare per i posteri. Un amore della tifoseria canarina davvero encomiabile. La doppietta di Garritano (salvifica) fece il resto e quell’anno, per il ritorno al Braglia, i gialli misero in ghiaccio la permanenza nel campionato cadetto. E adesso Crema. Dove c’è in palio l’ennesimo sogno da agguantare per provare a tornare in una categoria più consona ad un pubblico del genere. Ora tocca a te, Modena, con un tifo così devi solo creder..C. —
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