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L’Inter senza timori con la Juve, Icardi resta fuori

L’Inter senza timori con la Juve, Icardi resta fuori

Spalletti dà fiducia a Lautaro, torna il gelo con l’argentino. Allegri: «Non voglio fare figuracce». Chiellini torna in campo

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MILANO. Il derby d'Italia per fare un altro passo, forse decisivo, verso la Champions League e affrontare «il colosso Juve» a testa alta «con il possesso palla e facendo la partita»: Luciano Spalletti vuole un'Inter sicura di sé, attenta, equilibrata, capace di gestire la gara. Nessun timore, neppure per Cristiano Ronaldo. Si deve puntare alla vittoria, il gap con i bianconeri si è ridotto: «Solo il gioco può fare la differenza, oltre all'acquisto di grandi calciatori. Con i campioni è più facile fare anche l'allenatore ma non basta». Il dubbio resta per la punta titolare. Icardi potrebbe lasciare il posto a Lautaro Martinez. San Siro va verso il tutto esaurito, i giocatori sentono l'adrenalina di affrontare la storica rivale, come spiega Nainggolan: «La Juventus è la squadra da battere, è sempre stata una sfida particolare per me». Spalletti non si sbilancia sulle altre scelte di formazione, al di là del ritorno di Brozovic.

Non vuole figuracce Massimiliano Allegri: «Siamo la Juve e abbiamo belle partite che ci stimolano», osserva alla vigilia del derby d'Italia, contro l'Inter dell'ex Marotta - «un piacere rivederlo» - e di Mauro Icardi, giocatore «straordinario». L'obiettivo non cambia: «fare il meglio possibile, cercando di portare a casa il risultato, quando perdi è sempre un giramento di scatole...». Nessun esperimento, quelli arriveranno dopo. In campo andrà comunque la formazione migliore del momento, col rientro di Chiellini in difesa. L'ultimo forfait è di Bentancur, alle prese con un affaticamento muscolare. «Quest'anno è stato un rincorrere gli infortuni», ammette l'allenatore, che scherza su Douglas Costa: «Non so neanche se è ancora moro o è diventato biondo...». Proprio le assenze di tanti giocatori nel momento cruciale sono il grande cruccio del tecnico bianconero.

«Quest'anno, per la prima volta da quando sono qui, siamo arrivati male ai quarti. La Champions - dice a proposito dell'eliminazione contro l'Ajax - è una competizione talmente bella quanto bastarda: se non arrivi al momento giusto nelle migliori condizioni, paghi».

Non vuole alibi Allegri - «ho delle responsabilità anche io» - ma neppure che la stagione passi come fallimentare. «Ho sentito tante critiche ed è giusto perché quello che conta è il risultato ma la Juve non è una folata di vento. Negli ultimi anni si è stabilizzata nelle prime otto squadre e buttare all'aria un lavoro fatto, che verrà continuato, è eccessivo». Per la Juve è quasi tempo di programmare il futuro, anche se l'appuntamento col presidente Agnelli non è stato fissato. «Lasciamo passare qualche giorno, siamo in anticipo » dice il tecnico, non senza amarezza. —

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