Sensi, il Sassuolo vuole 30 milioni Prezzo del cartellino sestuplicato
Il centrocampista sarà l’uomo mercato dell’estate: acquistato per 5,25 milioni si candida a diventare una delle più grandi plusvalenze del club neroverde
SASSUOLO Trenta milioni. Questo il prezzo fissato ad oggi per il cartellino di Stefano Sensi, il 24enne centrocampista che in estate il Sassuolo metterà all’asta. Una valutazione che continua a lievitare, frutto delle convincenti prestazioni offerte da Sensi in maglia neroverde e impreziosite dal debutto nella Nazionale maggiore. Se a gennaio si era arrivati a 20-25, adesso il Sassuolo è intenzionato ad alzare l’asticella portandola a ridosso dei 30 milioni. In pratica il valore di Sensi, approdato a Sassuolo dal Cesena nel 2016 per 5,25 milioni, è sestuplicato.
L’ASTA
Se l’obiettivo di incassare 30 milioni può trasformarsi in realtà molto dipende da chi parteciperà all’asta, che dovrebbe comprendere anche club europei. In pole c’è il Milan, società che già a gennaio aveva bussato al Sassuolo. Ma su Sensi hanno messo gli occhi anche Napoli e Fiorentina, d’altronde un regista con le sue qualità è merce rara, soprattutto in un calcio che fatica sempre di più a scoprire giocatori capaci di coniugare tempi di gioco e qualità tecnica. Sensi viene considerato il nuovo Verratti, un’etichetta che certamente ha solleticato l’interesse anche di club europei. Addirittura il Barcellona, pur non avendo fatto offerte, da mesi sta monitorando il giocatore.
PLUSVALENZE
La cessione di Sensi rischia di entrare nella storia del club neroverde. Il rapporto tra il Sassuolo e le plusvalenze (ovvero il valore della cessione di un calciatore al netto dell’ammortamento (ovvero la differenza tra il prezzo di vendita e il residuo di quello di acquisto che si spalma su più stagioni) è datato di qualche anno, di fatto le plusvalenze “pesanti” partono dalla seconda stagione di serie A. Nell’esercizio 2014, infatti, la plusvalenza più importante fu quella legata alla cessione di Marrone alla Juventus per 10 milioni. Marrone, arrivato al Sassuolo per la metà di Berardi, ripartì con una plusvalenza di 8,6 milioni, mentre la comproprietà di Berardi nel 2014 valse a bilancio una plusvalenza al Sassuolo di 5,8 milioni. Ne bilancio 2015 la cessione di Zaza ha prodotto una plusvalenza di 14,7 milioni e quella di Pavoletti 3,7. Nel bilancio 2016 il passaggio di Sansone al Villareal ha fruttato una plusvalenza di 10,45 milioni, quella di Vrsaljko all’Atletico Madrid si è tradotta in una plusvalenza di 9,67 milioni. Nel bilancio 2017 le cessioni maggiori sono state quelle di Pellegrini alla Roma (9,1 milioni di plusvalenza), Iemmello (3,5) e Antei al Benevento (2,8). Per quanto riguarda invece le plusvalenze più recenti d’oro quelle di Acerbi alla Lazio (9,2 milioni), Falcinelli al Bologna (6,9 ) e Defrel alla Roma (14,1). Cifre che potrebbero essere in linea con quelle del prossimo esercizio, considerando il riscatto da parte dell’Inter di Politano, operazione da 27 milioni (col 20% da versare nelle casse della Roma) a fronte dei 3,5 investiti dal Sassuolo per riscattarlo nel 2016 dai giallorossi. —
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