Gazzetta di Modena

Sport

Carpi, cinque bombe e playout di nuovo a tiro

Fabio Garagnani
Carpi, cinque bombe e playout di nuovo a tiro

Clamoroso successo dei biancorossi, con un uomo in più dal 7’, a Salerno: bis di Cissè, poi Crociata, Sabbione e Arrighini. E la salvezza torna realtà

3 MINUTI DI LETTURA







Si riapre d’improvviso il campionato biancorosso: complici il passo claudicante delle avversarie dirette e la roboante vittoria di Salerno, il Carpi mette il Livorno nel mirino centrando un’impresa da raccontare ai nipoti. Perché diventi epica la strada è ancora lunga, e dipenderà anche dal cammino delle avversarie. E’ la ragione per cui non si odono squillar le trombe né si vedono sventolar stendardi. Ne rimangono tre, tutte da vincere. E non sempre girerà bene come all’Arechi, con gli avversari in dieci dopo solo sette minuti di gioco per un intervento di Lopez su Rolando in procinto di calciare a rete. Lì è scomparsa la partita preparata a tavolino. E nel trambusto l’ha spuntata il Carpi, bravo nel saper gestire con pazienza la superiorità numerica, e – questa volta – a sfruttare le tante occasioni create.

IL BIG BANG

Per raccontare la sfida dell’Arechi non si può che partire dal settimo minuto, quando Crociata strappa la palla ad Akpa Akpro sulla trequarti servendo Marsura e da qui a Rolando, travolto alle spalle da Lopez. Il biancorosso è in area, a pochi metri dalla porta, e sta per calciare: rigore ed espulsione. Cissé dal dischetto segna il vantaggio. L’episodio cambia la partita, contenendo già le chiavi per scardinarla: il dinamismo di Crociata sulla trequarti, le accelerazioni di Marsura e Rolando sugli esterni, la ritrovata vena realizzativa di Cissè. Insomma tutto quello che il Carpi non ha avuto per l’intera stagione.

IL FESTIVAL DEL GOL

I ragazzi di Castori, in campo con lo stesso undici visto col Pescara ad accezione di Vitale per Pasciuti, sfruttano la tranquillità del vantaggio e gli spazi concessi dalla superiorità numerica per tenere la palla e controllare il gioco. La Salernitana non è però solo giravolte di Calaiò a centrocampo. E’ anche e soprattutto la stazza di Djuric, che neppure Sabbione riesce a spostare nell’occasione del pareggio al 18’. Arriva, non a caso, su calcio piazzato. Tutto da rifare per i biancorossi, che evitano lo sbandamento solo grazie ai riflessi di Piscitelli su Minala, ma poi si riprendono il vantaggio con Cissé, che scaglia un destro di prima intenzione in corsa che lascia secco Micai. Bel gol. Come quello di Calaiò pochi minuti dopo. Anche lui al volo, anche lui solo. Per ritrovare il nuovo vantaggio, il Carpi deve attendere il rientro dagli spogliatoi, quando Crociata chiude il triangolo con Cissè infilando l’angolino con un destro a girare dal limite.

La Salernitana ha un sussulto quando entra Rosina per un fischiatissimo Akpa Akpro, ma Castori allestisce una fortezza che diventa inespugnabile: mette Kresic per Vitale e passa alla difesa a cinque accentrando Pezzi, arretrando Rolando e spostando Sabbione in mediana davanti alla difesa. Un autobus davanti alla porta. E infatti la Salernitana di gran pericoli non ne crea e col trascorrer del tempo si sfianca, scoprendosi al contropiede. Sabbione e Arrighini allo scadere completano la manita, ma non prima di aver sprecato tre occasioni davanti a Micai.

CI VUOLE BUONA SORTE

Ci sono quelle giornate in cui tutto gira bene. Giornate in cui l’arbitro non fischia il contatto di Crociata su Akpa Akpro dal quale ha origine l’episodio del rigore. In cui giochi quasi tutta la partita in undici contro dieci. In cui si soprassiede sul sospetto fuorigioco di Sabbione che chiude di fatto la partita. In altre giornate, sarebbe bastato uno dei contatti sospetti in area su biancorossa per cambiare il destino. Il tutto al netto di ingiustizie, perché l’espulsione era meritata, e di rigori per i granata neanche l’ombra. Per una volta, la dea bendata non ha girato le spalle, come chiedeva mister Castori nel pre partita. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google