L’Onda Gialla si alza presto, conquista e domina Crema poi è festa anche in autostrada
Una straordinaria partecipazione dei tifosi del Modena allo stadio Voltini Curva e tribuna gremite, cori e bandiere anche all’esterno in un giorno magico
Invasione di Crema doveva essere, ed invasione di Crema è stata. I tifosi gialloblù, si sa, sono di parola. E da quelle parole, tra annunci ufficiali sui social e promesse varie, sono passati ai fatti. Nessuno aveva dubbi che la finalissima in terra lombarda contro la Pergolettese si sarebbe tramutata in un big match da mandare in tilt qualsiasi calcolatrice, ma quando quel muro gialloblù ce l’hai davanti agli occhi è tutta un’altra cosa. Crema sembrava Modena. L’autostrada e le vie che portano al piccolo centro del basso lombardo un lungo serpentone di macchine e pullman con bandiere e stendardi dai colori inconfondibili. Le vie del centro, tra tifosi a passeggio in sciarpe e maglie canarine, una nuova via Emilia. E il Voltini, con la carica dei più di mille in Curva e l’assedio della tribuna, il Braglia.
LA PARTENZA
C’è un luogo che per la maggior parte dei tifosi gialloblù significa da sempre trasferta. Un punto di ritrovo modenese da cui partire per seguire i gialli ovunque giochino in Italia. Quel posto si chiama Motorizzazione Civile. E’ lì che ieri mattina, in anticipo sul fischio d’inizio di più di 5 ore, si è dato appuntamento un nutrito gruppo di fedelissimi del Modena. Di quelli che, per intenderci, con qualsiasi tempo e in qualsiasi categoria alle trasferte non rinuncia mai. Due i pulmini con cui sono partiti e tra soste in autogrill, coadiuvate dalle immancabili foto di gruppo e da una logica tensione pre-match che cominciava a salire, arrivati infine alla meta. Ma in tanti si sono organizzati in questo modo. Con mezzi adatti a contenere presenze importanti, come i pullman, o semplicemente con più macchine che, però, avevano un’unica destinazione: Crema. Perché nessuno voleva perdersi una giornata cruciale e fondamentale per il destino dei canarini, già finita negli annali modenesi dei grandi esodi di massa.
CREMA COME MODENA
Bambini che sventolavano bandiere gialloblù, gruppi di amici e famiglie abbigliati di tutto punto tanto per far capire che “Nuetàr sem dla Ghirlandeina, nuetàr sem da rispèter”, altri che, da bravi buongustai modenesi, avevano già preso possesso di locali e ristoranti in cui riempire lo stomaco all’insegna dell’ottima tavola. Degustazioni enogastronomiche da consigliare anche agli ultimi arrivati in loco come se si fosse tutti sotto la Ghirlandina. Non è mancato nemmeno qualche tifoso che, impossibilitato a portare dentro al Voltini dell’invitante torta di mele, la offrisse sulla via per lo stadio a qualche giornalista che marciava dritto verso il ritiro accrediti. Poi la finalissima. Novantasette minuti di gioco in cui i tifosi, dal muro della Curva e dal sold out della tribuna, hanno intonato incessantemente tutti i cori di gloria del repertorio canarino. Il più bello, quello da boato di vittoria: “Solo Modena”. Quando anche i tifosi rimasti all’esterno, per non essere riusciti a trovare il biglietto, si sono lasciati andare a gridi di gioia liberatori e bandiere gialloblù innalzate in segno di successo.
FESTA IN AUTOSTRADA
Un lungo carosello di clacson che suonava all’impazzata è quello che ha contraddistinto il ritorno dei tifosi gialloblù in autostrada. Poco importa delle file al casello di Modena Nord. Il Modena ha vinto e quelle bandiere gialle che sventolavano fiere fuori dai finestrini delle macchine, erano belle tanto quanto il tramonto sul cielo di Modena. Giallo canarino. —
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