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CLASSICA GARA DA 0-0 

Tra Formigine e Campagnola domina la paura di perdere

Giuliano Lovino
Tra Formigine e Campagnola domina la paura di perdere

Alla squadra di mister Balugani non basta la superiorità numerica per vincere Ora è probabile che le due formazioni debbano ritrovarsi nel playout decisivo

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Domina la paura, cresce la tensione, si abbassano le occasioni da gol. Questa, in estrema sintesi, quello che ci si aspettava da Formigine e Campagnola. E cosi è stato. Due squadre che viaggiano nelle parti basse della classifica, una la formazione modenese quintultima, l’altra la reggiana quart’ultima. Una partita senza brividi. I tiri sono pochi fin dall’inizio della gara. Non fa paura al 10’ Scarlata con una punizione che viene ammorbidita da Menozzi. Più efficace, più intensa e più intensa come profondita, è quella dello stesso Scarlati , che cinque minuti dopo si ripresenta dalle parti di Menozzi. Palla in profondità, percorre l’out sinistro con determinazione scappa dal suo diretto difensore, entra in area, ma all’ultimo viene anticipato. E cosi il ritmo cresce, la tensione sale e al 21’ azione tutta in velocità, è sempre del Formigine. Il tutto parte da Scarlata, scambio con Vaccari, appoggio a Pilia, conclusione di Marverti, ma il suo tiro è alto sulla traversa. Cresce il ritmo, il Campagnola controlla, non morde ma anche non demorde. Prende l’iniziativa la squadra ospite, si muove bene e al 35’ ci riprova. Cross dalla destra, il pallone arriva sulla testa di Bellesia che si gira bene, ma il suo tiro è alto.

Ripresa. Stavolta l’iniziativa parte di piedi di Soli, parte dall’out sinistro, entra in area, ma il tiro è parato a terra. Previato si impossessa della sfera al limite dell’area, palla scodellata al centro per Bellesia ma il colpo di testa esce di poco fuori dallo specchio della porta di Simoni (60’). Il Formigine non guarda, ribatte colpo su colpo si impegna e lo scambio, Scarlata, Ruopolo col tiro dal limite di quest’ultimo termina a lato di poco. Una partita in cui domina la paura di non subire reti. Le squadre non davano l’impressione di potere infierire in modo letale, ma soltanto di abbozzare tentativi per cercare la via del gol. Nulla è valsa anche la superiorità numerica per il Formigine, che dall’inizio della ripresa poteva contare sull’ apporto di un uomo in più per l’espulsione del difensore Rossi per fallo sull’attaccante, valutato come ultimo uomo. —

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