Carnevali: «Sassuolo, i sette anni in A sono un miracolo»
L’ad a Madrid racconta la favola neroverde: «Nella suddivisione dei diritti tv partiamo con 15 milioni in meno della Sampdoria, è dura competere»
SASSUOLO La Superlega europea non s’ha da fare. Questo è il proclama della European Leagues, l'associazione delle Leghe europee, che sta svolgendo a Madrid l’assemblea. Tra i presenti anche molti italiani, tra questi l’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, che non ha usato la diplomazia nel parlare della paventata novità che farebbe diventare la Champions League un vero e proprio campionato europeo per club: «Spero che la Champions del futuro non sia molto diversa da quella attuale - ha spiegato Carnevali - anche perché ho molti dubbi che la formula di cui si sente parlare possa avere successo. Il rischio è che le differenze tra i club aumentino e che la forbice, già piuttosto ampia, si allarghi. Prendete il nostro campionato: già noi abbiamo quindici milioni in meno della Sampdoria (che precede il Sassuolo in classifica, ndr) ed è dura competere, pensate cosa potrebbe succedere. Non dimentichiamo che i sette anni del Sassuolo in serie A sono un miracolo, una favola».
Carnevali aveva già espresso questi concetti in diverse altre occasioni, soprattutto il divario tra società paragonabili ai neroverdi in termini di struttura e risultati che, a causa del bacino d’utenza e della storia, possono fruire di diversi milioni in più in termini di diritti televisivi. Il modello, per l’amministratore delegato del Sassuolo, è quello della Premier britannica: «In Inghilterra c’è equilibrio perché la suddivisione degli utili è più equa. Anche il sistema a tre coppe mi rende perplesso: molti club già non fanno salti di gioia se si qualificano per l’Europa League. E poi per partecipare devi essere attrezzato tecnicamente: noi ce ne siamo accorti quando l’abbiamo giocata, pagando la mancanza di abitudine a quel genere di palcoscenici. In futuro servirà equilibrio per non distruggere il campionato. Troppi soldi portano spesso a conseguenze negative per il calcio».
Dichiarazioni molto nette, quelle di Carnevali, che fanno chiaramente intendere la posizione del Sassuolo, allineata a quella che potremmo definire la “classe media” del calcio italiano ed europeo. Una classe media che vuole evitare il sistema Superlega e, di conseguenza, un drastico calo del denaro da distribuire. —
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