Non siamo su scherzi a parte, ma ride tutta l’Italia
Che Modena e Pergolettese potessero arrivare allo spareggio era un’ipotesi da prendere in considerazione subito dopo il successo dei gialli al Voltini e l’aggancio in vetta a una giornata dalla fine. Forse la Lega Nazionale Dilettanti sperava che una delle due contendenti inciampasse sul filo di lana chiudendo entrambi gli occhi per non vedere il problema. Che ora lo hanno, gigantesco, da gestire. Il match dell’anno del girone D di serie D, la sfida secca che assegnerà la promozione in serie C, è ancora senza un campo. Il Modena con la sua storia e la valanga di tifosi che si porta al seguito è un problema per tante città e questure, anche la Pergolettese ha le sue giuste esigenze. Le due società sono comprensibilmente impegnate in un braccio di ferro per evitare di concedere vantaggi, anche dal punto di vista tecnico, entrambe rifiutano il sintetico di Novara e a cinque giorni dalla partitissima non c’è una sede in cui giocare con grave imbarazzo della Lnd. Imbarazzo che per i tifosi di entrambe le squadre è una vergogna, soprattutto per il popolo geminiano pronto a muovere migliaia di persone senza sapere la meta e anche le modalità di una prevendita che sarà attivata in fretta e furia se oggi, come si spera, sarà trovata una sede adeguata al big match. Lo squallido teatrino dello spareggio è uno schiaffo per il calcio italiano che ha gli stadi ormai vuoti, fatta eccezione per le big di A, e un delitto nei confronti della passione che anima chi ancora ama la propria squadra, vuole seguirla dal vivo e non si rassegna alla tv. Ma l’errore più grande nasce prima: non si possono far ripartire club come Modena, Bari, Cesena, Reggiana, Avellino e a suo tempo il Parma dalla D, categoria che non è in grado di contenere e gestire realtà così importanti. Si chiedano le giuste garanzie finanziarie ai rifondatori e le si faccia ripartire dalla C. Anche lo spareggio è una soluzione aberrante per un arrivo alla pari quando potrebbero decidere scontri diretti e altri parametri. Il problema è sotto gli occhi di tutti, tranne di chi governa il calcio. Ci manca solo che la sede dello spareggio venga decisa a testa o croce. Ma forse sarebbe più serio. —
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