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Per il Milan passa a Firenze l’ultimo treno per la Champions

Per il Milan passa a Firenze l’ultimo treno per la Champions

Gattuso rilancia Bakayoko («abbiamo chiarito») ed evita polemiche con Montella:  «Con i viola sarà dura ma possiamo vincerle tutte e centrare il nostro obiettivo»

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CARNAGO (VARESE). Il treno che dalla stazione di Gallarate - a pochi passi dalla residenza di Gattuso - porta a Santa Maria Novella è metaforicamente anche l'ultimo per il quarto posto, nonostante il tecnico resti convinto che la qualificazione in Champions League sia «ancora possibile» e che il Milan possa «vincerle tutte». A partire appunto dalla sfida di questa sera (20.30) sul campo della Fiorentina.

I tre punti di ritardo a tre giornate dal termine non spaventano Gattuso, memore delle pazzesche rimonte di Liverpool e Tottenham. Il successo con il Bologna, segnato dall'ennesimo episodio con protagonista Bakayoko («Con lui ho chiarito, non porto rancore») che ha fatto passare in secondo piano il risultato (ma il caso è chiuso e il francese sarà titolare), e la fiducia incassata dal presidente Scaroni («Non mi piacciono le carezze, io preferisco stare dove c'è bordello e aria tesa») hanno rinvigorito Gattuso, apparso più tranquillo ma sempre pronto a replicare alle critiche: «Qualcuno vuol far passare questa stagione per deludente ma siamo davanti alla Lazio e pari alla Roma. A inizio stagione nessuno se lo aspettava. Ci giocheremo fino all'ultimo qualcosa di importante, noi dobbiamo fare il nostro e poi vedremo».

A partire dalla trasferta di Firenze, sebbene il Franchi sia tradizionalmente ostico al Milan: «Non vinciamo dal 2014, nessuno regala nulla. Vale per noi, vale per l'Atalanta con il Genoa che si gioca la salvezza. La Fiorentina non vince da tanto tempo ma crea grandi pericoli, ha grandi giocatori davanti, servirà una grandissima partita. È una squadra che può creare problemi ma noi possiamo crearne altrettanti. Piatek non segna più? Deve continuare a mettere la sua rabbia a disposizione della squadra».

Avversario sarà l'agguerrito Montella che dopo l'esonero - proprio a favore di Gattuso - ha riservato diverse frecciate verso il Milan e il suo successore, colpevole di aver puntato il dito sulla condizione della squadra nella passata stagione. Gattuso dribbla le polemiche e rimarca «la stima» per Montella, «allenatore giovane ma con molta esperienza».

Gattuso però non vuole perdersi in chiacchiere e resta concentrato soltanto sulla squadra: «In settimana ho ricevuto dei segnali positivi. Io posso mettere la mano sul fuoco che tutti hanno messo il bene del Milan davanti a tutto. Potevano staccare più volte e non l'hanno mai fatto, siamo sempre usciti fuori da situazioni difficili».

A centrocampo è emergenza: Biglia è convocato ma non disponibile, Paquetà è fuori causa perché squalificato. «La nostra forza - è lo slogan scelto da Gattuso - sono spesso stati coloro che hanno giocato meno». Serviranno di certo anche loro, da Abate a Mauri, fino a Borini, per afferrare l'ultimo treno verso la Champions League. —

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