Quando gli “allievi” si trasformano in fuoriclasse come il loro “maestro”
Blengini suo vice a Modena guida la Nazionale, Barbolini e Guidetti numeri 1 mondiali tra le donne
Vi siete mai chiesti, voi che amate la pallavolo, quanto possa incidere nella storia di uno sport il genio assoluto di un vero e proprio “Maestro”?
No? Bene, allora dedicate qualche momento a quanto lasciato in eredità dal signor Julio Velasco, nato a La Plata, Argentina, il 9 febbraio 1952 e diventato anno dopo anno, passo dopo passo, come era scritto nel suo destino, trascinatore, leader, predicatore, psicologo, numero 1 assoluto del mondo del volley. In sintesi, rischiando quasi di essere blasfemi, “Dio della pallavolo moderna”.
L’EREDITÀ
Giuseppe Panini, immenso signore in un mondo oggi troppo cambiato, un giorno disse: «L’allenatore più grande? Le vittorie contano, certo, ma a rendere un grande allenatore immortale è l’eredità che lascia: a noi Julio ha lasciato molto più dei 4 scudetti che abbiamo vinto con lui».
All’epoca qualcuno non diede troppo peso a quella massima ricca di saggezza, ma oggi 30 anni dopo quel 1989 in cui Velasco firmò l’ultimo capolavoro da tecnico della Panini, le parole del “Commendatore” tornano di grande attualità.
MAESTRO GENERA MAESTRI
Si potrebbe parlare per ore del carisma di Julio, ma la miglior dimostrazione di questa straordinaria qualità sono proprio i tanti allievi a cui lui ha trasmesso forza, passione e qualità. Raramente un “maestro” è riuscito come lui a generarne tanti altri sicuramente alla sua altezza.
BLENGINI e tubertini
Esempio numero 1: Gianlorenzo Blengini ovvero l’attuale tecnico della Nazionale. Il primo anno da vice Velasco risale alla stagione 2003/2004, quando Julio tornò ad allenare nel campionato italiano e portò Piacenza alla finale scudetto. Blengini deve essere rimasto affascinato da Velasco e Velasco deve aver visto che il ragazzo aveva doti non comuni perché al momento del primo ritorno a Modena, chiamato da Vandelli alla guida della Daytona, Julio volle Blengini come vice. Un sodalizio destinato a durare a lungo perché i due, insieme, condivisero il secondo anno a Modena e altre due stagioni a Montichiari. E nella Daytona 2004, sempre come vice, figurava un modenese che si sta facendo grande onore nella Superlega e che ha anche avuto anche modo di guidare Modena da primo: Lorenzo Tubertini.
FRIGONI AMICO FRATERNO
Angiolino è un altro grande del volley che vanta una solida amicizia con Julio: i due insieme, del resto, scrissero la storia della pallavolo vincendo due mondiali, nel 1990 e nel 1994, prima che proprio grazie a questa esperienza Frigoni dopo l’Olimpiade di Atlanta 1996 iniziasse la sua avventura nel mondo della pallavolo femminile diventando primo allenatore delle azzurre.
MODENESI AL TOP
Massimo Barbolini e Giovanni Guidetti: vi bastano questi due nomi per capire che Julio anche ai “modenesi doc” ha trasferito parte del suo genio?
Barbolini è stato il vice storico di Velasco alla guida della magica Panini dei quattro scudetti consecutivi (1986-1989) e in quel periodo deve aver assimilato abbastanza bene gli insegnamenti del Maestro perché è diventato uno degli allenatori più vincenti della storia della pallavolo.
«Se fra una settimana andrò a giocare un’altra finale di Champions League e se la mia carriera è stata ricca di soddisfazioni e di successi è proprio perché ho avuto la fortuna di incontrarlo e di essere scelto all’epoca da lui come suo vice. Gli sono grato perché gli devo tanto, se non tutto. Dispiace se ha deciso di chiudere la sua carriera, ma se lo ha fatto è perché dentro di sé forse sentiva che era il momento giusto».
Guidetti per Velasco ha sempre avuto una grandissima stima: «Quando appena più che ventenne allenavo a Spezzano in serie A femminile ricordo che lui mi invitò a mangiare una pizza e io rimasi stupito perché uno dei più grandi allenatori della storia chiedeva a me consigli su come guidare le donne. Mi invitò nel suo staff della nazionale femminile, ma dopo due mesi lui rinunciò per passare al calcio nella Lazio. Di Julio si può dire questo: dopo di lui nulla è stato più come prima e tutti hanno cambiato il loro modo di allenare».
GLI ALLIEVI IN CAMPO
Passerella finale dedicata a quelli che furono i suoi “allievi da 110 e lode” in campo. Prendete la “sua” nazionale, quella della “Generazione di Fenomeni”. Lorenzo Bernardi, a cui Velasco cambiò ruolo e anche il destino all’arrivo a Modena, è il top trainer a livello internazionale: guida Perugia e oggi cercherà di conquistare il suo secondo scudetto in Italia.
Luca Cantagalli, che gli ha fatto da vice, avrebbe meritato una chance da primo allenatore, Andrea Giani, suo allievo in azzurro, dovrebbe succedergli sulla panchina di Modena proprio come avvenne 13 anni fa, Andrea Gardini, un altro dei suoi campioni, ha appena vinto lo scudetto in Polonia. E si potrebbe continuare con Paolo Tofoli e tanti altri, forse meno famosi dei suoi assi dagli occhi delle Tigre, ma che anche solo sbirciando dalle tribune del PalaPanini si sono trasformati in tanti coach pronti a divulgare il suo verbo nelle palestra più umili, ma anche più preziose di Modena. Questa è la sua eredità forse più speciale ed importante, aver fatto sentire tutti coloro che allenano anche nelle categorie più basse dei piccoli grandi Velasco. —
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