Modena, il tempo si è fermato: Giani, rieccolo 12 anni dopo
Catia Pedrini gli affidò la panchina più prestigiosa d’Italia alla prima esperienza da allenatore. E lui vinse la Challenge Cup
Catia Pedrini sembra aver il potere di fermare il tempo e realizzare i desideri della “sua” gente, cioè del popolo del PalaPanini: e allora, signori, rieccovi Andrea Giani 12 anni dopo.
Salvo colpi di scena in extremis, ormai da escludere, la presidentessa di Modena Volley torna alle origini e va sul sicuro regalandosi e regalando all’Azimut uno dei personaggi più amati di sempre dai tifosi gialloblù. Lei, del resto, nel “Giangio” ha sempre creduto ciecamente, anche quando non erano in molti a farlo, fin dalla sua prima avventura alla guida della società, condivisa a quei tempi con il compianto Antonio Barone, Pietro Peja e Giuliano Grani.
LA PRIMA PANCHINA
Correva l’anno di grazia 2007, la Modena del volley si apprestava a perdere, in campo, il suo “Monumento”, quell’Andrea Giani , prima nemico in gioventù con la Maxicono, poi idolo assoluto dal momento del suo arrivo a Modena nella stagione 1996/’97. Dieci anni da gladiatore con 2 scudetti all’attivo (1997-2002), un paio di Champions League (1997-1998) e mille altri successi. Quella stagione 2006/2007, però, sarebbe passata alla storia più per la incredibile sconfitta in casa contro il Bled nella finale di Top Teams Cup e per l’annuncio dell’addio allo sport agonistico dato dal Giangio.
PROFESSIONE DI FEDE
Dopo le dimissioni di Velasco al termine della stagione 2005/2006 e l’anno trascorso con Bruno Bagnoli, Catia Pedrini non ci pensò due volte e fece una scelta coraggiosa: affidare Modena proprio ad Andrea Giani. Per lui un sogno, per Modena pure: non arrivò lo scudetto, causa anche qualche infortunio di troppo (Ricardo, Rinaldi), ma quella squadra ricca brasiliani (Heller, Andrè Nascimento) e con un super Dennis trovò la forza di vincere subito almeno in Europa. Per il Giangio la Challenge Cup sollevata al cielo a Rzeszow in Polonia valse molto di più di un semplice trofeo, perché fu anche la prima enorme soddisfazione che si tolse da allenatore. Modena non vinceva da tempo, ma averla riportata al successo in campo continentale fu per Giani un bel biglietto da visita con cui iniziare la sua nuova vita sportiva. Poco importa che nella stagione successiva qualcuno abbia poi deciso di esonerarlo, perché il campione di Sabaudia ha poi dimostrato con i fatti, anno dopo anno, di meritarsi un’altra chance. Catia Pedrini gliel’ha offerta e lui, che già un anno fa aveva forse pensato al ritorno, questa volta pare non ci abbia pensato troppo, deludendo Milano, e cogliendola al volo. —
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