Consigli: «Belotti super, adesso però basta...»
Il portiere: «È il secondo anno che ci fa gol in acrobazia Il rosso a Bourabia? Nessuno di noi conosceva la regola»
Andrea Consigli ha provato in tutti i modi a rovinare la festa del Torino, ma, nella ripresa, anche lui ha dovuto alzare bandiera bianca ed accettare la sconfitta. Un risultato amaro visto l’andamento del match, che ha visto il Sassuolo trovare per ben due volte il vantaggio e reggere per gran parte della gara in inferiorità numerica; con il passare dei minuti, però, il fortino è crollato. «Anche in questo finale di campionato, noi non vogliamo assolutamente regalare niente a nessuno, perché sono 38 partite e vanno giocate tutte con il coltello tra i denti. Ogni squadra ha i propri obiettivi e deve dare il massimo per raggiungerli. Noi abbiamo fatto una buona partita, forse meglio in 10 che in 11, anche se alla lunga l’espulsione ci ha danneggiati. È difficile fare così tanti minuti in inferiorità, soprattutto contro il Torino, che è una squadra fisica, difficile da tenere quando occupa l’area. Avevamo preparato la gara in modo diverso, ma, in dieci, non riuscivamo a fare il nostro possesso».
Ad animare ulteriormente la partita, ci hanno pensato proprio Consigli e Belotti, che hanno dato vita ad una sfida memorabile: se il portiere ha ipnotizzato l’attaccante in occasione del penalty e ha respinto il suo primo tentativo di rovesciata, Belotti si è vendicato nella ripresa. A fine gara, Consigli non può far altro che complimentarsi con l’avversario che, con le sue acrobazie sta diventando una vera bestia nera: «Belotti è stato bravo, perché in due anni ci ha fatto due grandissimi gol, però noi siamo stati dei polli: il cross era lento e avevamo la difesa schierata, quindi dovevamo accorciare per sporcargli la conclusione. A lui vanno i complimenti, giù il cappello: è un giocatore fantastico; speriamo, però, che abbia finito qua e che l’anno prossimo non ci tocchi commentare di nuovo simili reti!».
Consigli commenta, infine, l’episodio dell'espulsione: «Non ero al corrente di questa regola e nessuno della squadra pensava che bastasse la maglia sul viso per prendere il cartellino giallo. Dobbiamo fare un mea culpa, anche se non capisco il significato del provvedimento: sotto aveva una maglietta bianca e non c’era niente di offensivo nel gesto. Comunque, se questo è il regolamento, dobbiamo prenderne atto». —
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