La delusione e la rabbia dei tifosi non si placano: il mister è nel tritacarne
La sconfitta subita al Piola non è stata digerita e l’onda gialla imputa grandi respoinsabilità all’allenatore canarino
I tifosi chiedono a gran voce la testa di Bollini. Inutile girarci intorno. Dopo la delusione per la disfatta del Piola, in cui in più di 4mila hanno assistito in diretta alla pessima sconfitta del Modena contro la Pergolettese in uno spareggio che doveva sancire invece la promozione diretta in C dei gialli, come se questo già non bastasse di bocconi amari il popolo canarino ne ha dovuti ingoiare altri. Il tecnico gialloblù, infatti, nel post partita si è lasciato andare a dichiarazioni sul match che hanno a dir poco sconcertato i tifosi accrescendo, e di molto, la loro rabbia. La domanda che è sorta spontanea nell’ascoltare e leggere la sua analisi dello spareggio resa a stampa e tv è stata per la gente di Modena e all’unanimità una sola: che partita ha visto Bollini? Si fosse giocato a porte chiuse forse la versione del mister avrebbe anche potuto reggere (forse), ma quando sei di fronte ad un pubblico di più di 4mila persone che ti ha dato cuore ed anima, un pubblico che ha occhi per vedere e testa per capire quanto è andato in scena in 96 minuti di (non) gioco, allora converrebbe farsi almeno un bagno di umiltà ed un mesto mea culpa che, invece, non ci sono stati. “Ma quale prestazione sottotono. I ragazzi hanno fatto qualcosa di incredibile ed è mancato solo il gol: è stata una sconfitta immeritata” ha tuonato Bollini piuttosto stizzito verso qualche giornalista che sosteneva il contrario. E sulla sonora contestazione a fine partita dei tifosi, che a Novara hanno ricacciato lui e i suoi uomini negli spogliatoi al grido inequivocabile di “meritiamo di più”, ha aggiunto: “Sì spiace per questo pubblico da serie A, ma nessuno ci ha creduto come me…”. Un “credo” che, evidentemente, i tifosi non hanno proprio visto. Di certo non sul sintetico del Piola. Dove una squadra blasonata come il Modena, dai 107 anni di gloriosa storia, con un popolo che per numeri e vicinanza farebbe impallidire addirittura dei club di massima serie, e soprattutto costruita per stravincere questo campionato, si è fatta invece battere dalla grinta e dalla voglia di conquistare la vittoria della “piccola” Pergolettese che ha ricordato a tutti quanto sia solo il campo, e non il blasone, il giudice ultimo di ogni sfida. E ora, sui social, è tutto un “Bollini vattene” e “Bollini dimettiti e chiedici scusa”. Perché non c’è amarezza peggiore di quella che suscita un grande amore che viene tradito. Un grande amore come quello dei tifosi gialloblù a cui le spalle sono state girate fin troppe volte e che invece bisognerebbe ripagare sul terreno di gioco con prestazioni e risultati all’altezza del calore che proviene sempre dagli spalti. —
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