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Ora manca solo Earvin

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Il ritorno di Andrea Giani a Modena? Scritto da tempo almeno nei desideri e nei sentimenti dei protagonisti. Questione di fiducia: incondizionata quella che ripone in lui da sempre Catia Pedrini, che battezzò il Giangio “allenatore vero” di Serie A1 evitandogli ogni gavetta nelle categorie inferiori (non poco visto che per arrivare da dove lui iniziò nella migliore delle ipotesi servono anni...). Fiducia totale anche quella del “Monumento del Volley” nella attuale presidentessa di Modena: a Catia non seppe dire “no” nel 2007, al momento di appendere le scarpette al chiodo, iniziando all’epoca qualcosa di (forse) più grande di lui. E non ha resistito nemmeno oggi al suo fascino rispondendo “Sì, lo voglio...”, quando “Lady Volley”, lo ha chiamato per sostituire Julio Velasco. Una storia a lieto fine, quasi da... ‘E vissero tutti felici e contenti’ (tutti tranne Milano, dove credevano che la parola valesse come un contratto e a cui non è bastato costruire un progetto e nemmeno ricostruire il PalaLido per trattenerlo).

Che potesse finire così, lo si era intuito dalle parole della signora Pedrini in una lettera aperta di qualche mese fa “Non abbiamo e non avremo paura del futuro...”.

In rapida successione da allora sono arrivati prima Matt Anderson, che ha lasciato Kazan per tornare in gialloblù, poi, ora, Andrea Giani per cercare di completare l’opera iniziata dal “divino maestro Velasco”, schiantatosi a un passo, anzi a un paio di punti da una finale dei playoff e da un più che probabile scudetto.

Per ambire a questo risultato, da sempre, serve la massima fiducia tra tutte le componenti di una società: ora Catia Pedrini ha esattamente lo staff dirigenziale e l’allenatore che voleva, manca solo un’altra vecchia conoscenza perché finalmente l’ambiente sia quello che lei e in tanti a Modena sognano: Earvin Ngapeth. Tranquilli, se la signora Pedrini “non ha paura del futuro” è perché, quest’anno, o al più tardi il prossimo, il francese tornerà ri-unendosi alla compagnia. A Giani il compito di gestire la squadra, sul piano tecnico e umano, con maggior fortuna di chi l’ha preceduto. Di certo, con o senza Ngapeth, ma con Ivan Zaytsev (valorizzato a Roma proprio dal Giangio e che quindi alla fine rimarrà...), nella stagione prossima Modena dimenticherà anni di tensioni (Piazza e Stoytchev liquidati senza tanti complimenti) e magari Giani potrà anche prendersi una piccola, grande rivincita personale: sì, perché qualcuno forse se lo è dimenticato, ma la sua prima esperienza sulla panchina gialloblù, dopo lo Challenge Cup vinta in Polonia, finì in modo abbastanza triste con un esonero datato 17 dicembre del 2008. Una decisione presa allora da Giuliano Grani e Pietro Peja dopo 12 giornate di campionato: fatale a Giani, sostituito da Zanini, fu la sconfitta casalinga subita contro lo Yoga Forlì che aveva relegato la squadra modenese alla terzultima posizione della classifica. Preistoria del volley ed evenienza che non si ripeterà perché il Giani di oggi ha 10 anni di esperienza e 2 argenti Europei in più: soprattutto avrà una squadra da scudetto o quasi e una presidentessa che sarà sempre, nei momenti di gioia, ma anche nelle avversità, al suo fianco.

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