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Modena rimane sul trono d’Europa: Barbolini, poker da leggenda a Berlino

Fabio Rossi
Modena rimane sul trono d’Europa: Barbolini, poker da leggenda a Berlino

Guida Novara al trionfo e raggiunge nell’albo d’oro Guidetti che aveva vinto le ultime due edizioni con il Vakifbank

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Massimo Barbolini, nome e cognome che sono una garanzia. Di cosa? Di successo, anzi di successi, tanti successi, che nel corso di una carriera straordinaria l’allenatore modenese arricchisce di stagione in stagione. La Coppa Italia conquistata a Verona pochi mesi era già stata un capolavoro assoluto, ma ieri a Berlino, davanti a oltre 9000 spettatori Massimo è andato oltre, molto oltre portando a 4 il numero delle Champions League da mettere in bacheca. Un’opera d’arte realizzata con Novara, perché Barbolini tra i tanti record in carriera può ora vantarne uno ineguagliabile: si è laureato campione d’Europa con 4 società diverse (Matera, Perugia, Casalmaggiore e ora Novara)nell’arco di ben 23 stagioni.

55 anni da compiere il prossimo 29 agosto, modenese purosangue, ex giocatore delle giovanili della Panini, Barbolini può forse ringraziare quell’infortunio alla spalla che lo ha convertito in giovanissima età, volente o nolente, alla carriera di allenatore.

Il resto è storia, dall’incontro con Velasco alla Panini (4 anni magici) fino a scrivere, anzi a riscrivere la storia del volley femminile in proprio.

«Sono felice, molto felice, credo che avremo molto da festeggiare e tutto questo gruppo meraviglioso se lo è meritato».

Anche di fronte a una impresa destinata agli annali della pallavolo Massimo non modifica il suo stile di gentleman del volley, sempre misurato nei giudizi e nelle emozioni.

«Possiamo andare a testa a molto alta ora, ma potevamo farlo anche prima, in questa stagione le ragazze e lo staff sono stati meravigliosi e ci eravamo già tolti una grande soddisfazione vincendo la Coppa Italia. Ora questa Champions ci rende davvero felici e io lo sono per la società che per la prima volta taglia questo traguardo».

Sarà un caso ma Massimo pare avere il dono di portare sul trono d’Europa i club che sognano un giorno di arrivarci: fu così con Matera nel 1996, poi con Perugia nel 2006, a seguire (2016) con Casalmaggiore pilotata alla conquista di una inimmaginabile Champions. Ieri il capolavoro con Novara, tra l’altro battendo Conegliano che aveva dominato la finale scudetto in tre partite.

«Fa piacere vedere che il tempo passa e che noi siamo ancora qui e riusciamo a vincere in ambienti diversi. Fa piacere farlo con collaboratori speciali come ho io».

Il riferimento è agli altri modenesi da lui chiamati a Novara: Davide Baraldi, suo vice, e Stefano Tagliazucchi, il preparatore atletico.

Con questo successo Massimo Barbolini raggiunge anche l’amico e rivale di m ille battaglie Giovanni Guidetti, che aveva eliminato in semifinale al golden set: Guidetti era a quota quattro successi tutti collezionati con il Vakufbank Istanbul.

Una sorta di meravigliosa staffetta, quella tra i due geni del volley, che consente a Modena di regnare padrona e sovrana in Europa, nel 2016 vinse Barbolini con Casalmaggiore, nel 2017 e 2018 Guidetti con il Vakifbank, ieri Barbolini con Novara.

Nella finale maschile tra i grandi ex gialloblù, successo di Bruno e della Lube, che dopo aver perso il primo set hanno dominato i successivi chiudendo la sfida per 3-1 (16-25 25-15 25-12 25-19) detronizzando dopo 4 anni così lo Zenit Kazan di Anderson e Ngapeth. —

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