Sassuolo pimpante, non trova il gol ma ferma la Roma
I neroverdi a muso duro sfoderano gioco e carattere, ma i giallorossi colpiscono un palo con Dzeko. Occasione per Djuiricic. Tifosi giallorossi al fianco di De Rossi
I comandamenti da rispettare in casa Sassuolo per questo finale di stagione sono chiari, come ripetuto costantemente da giocatori e allenatore: nessuna distrazione, nessuna gentile concessione e caccia al decimo posto in classifica. Rimanere nella parte sinistra della generale e mantenere il primato tra le squadre dell'Emilia Romagna, in effetti, sono traguardi che non valgono nessun trofeo, ma forniscono qualche motivazione in più e potrebbero impreziosire una salvezza già tranquilla. Finire bene è, dunque, un diktat assoluto e il Sassuolo lo dimostra non solo a parole, disputando contro la Roma un match convincente e coraggioso. Così, se qualcuno si aspettava trattamenti di favore e tappeti rossi per i capitolini, si sarà dovuto ricredere: i neroverdi giocano liberi da pressioni, attaccano in molti e difendono più con le cattive che con le buone, sapendo stringere i denti e soffrire. Nei piani di mister De Zerbi, la vocazione al gioco e alla spinta offensiva vengono garantite dalla presenza tra i titolari di Boga e Berardi in avanti, che vengono assistiti da Djuricic; proprio il trequartista deve ereditare la posizione recentemente occupata da Sensi, che, essendo infortunato e rimanendo al centro delle voci di mercato, potrebbe aver chiuso la sua carriera in neroverde. In casa romanista, invece, la grande sorpresa nell'11 iniziale riguarda De Rossi, che non trova una maglia da titolare, accontentandosi della panchina (per l'intero match), mentre tutti i tifosi ospiti lo invocano a gran voce. È proprio la curva capitolina la vera protagonista delle prime fasi di gara: resistendo per 90' sotto una pioggia torrenziale, il popolo giallorosso critica apertamente le scelte della società e, con cori e striscioni, si schiera a sostegno di “capitan futuro” e attacca il presidente Pallotta. Gli eccessi di foga dei supporter ospiti non mancano e, per 2 volte, il direttore di gara Maresca è costretto a interrompere il gioco, per liberare l'area di Consigli dai fumogeni. Sostenuta dal tifo, la Roma fa capire rapidamente le proprie intenzioni: Ranieri ha, infatti, disegnato una squadra a trazione anteriore e, se Dzeko attira le mercature dei centrali neroverdi, sono El Shaarawy, Zaniolo e Under a cercare spazi alle sue spalle. È proprio l'esterno turco a creare problemi alla difesa neroverde, che fatica a contenerne gli spunti in velocità, con Consigli costretto ad arriva là dove i compagni di reparto mancano. Il portiere locale respinge ogni assalto e, intervenendo sulle conclusioni di Under e Kolarov, conferma il suo eccellente momento di forma; mentre la parata su Cristante rivela un momento di grazia assoluta. Se la Roma non sfonda, deve prendersela anche con la sfortuna e con la scarsa precisione: Dzeko, infatti, al 59' è fermato dal palo ed è sempre il legno a salvare i locali su una rocambolesca azione conclusa in qualche modo da Kluivert; mentre El Shaarawy, al 56', si divora un incredibile rigore in movimento. Il Sassuolo, nella prima frazione di gioco, riesce a cucire gioco, gestendo il possesso per larghi tratti e creando buone occasioni, come al 45', quando Djuricic ha la migliore chance per il gol, ma Mirante è super. Con il passare dei minuti, però, i capitolini aumentano il forcing, anche perchè Ranieri può contare su sostituti di primissimo ordine, buttando nella mischia Perotti, Kluivert e Pastore. Il Sassuolo vacilla, ma sa giocare di rimessa, sfruttando Berardi e Boga che partono molto larghi, per poi accentrarsi palla al piede o sui tagli profondi. Gli ultimi istanti di gara sono però un autentico assedio: Fazio riesce anche a segnare, ma l'arbitro annulla per fuorigioco di Dzeko e i neroverdi possono festeggiare per avere rispettato alla perfezione tutti i comandamenti, conquistando il primo punto casalingo della sua storia con la Roma. —
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