La Curva Montagnani sceglie un polemico silenzio Romano Amadei scatena il tifo della tribuna
La sconfitta nello spareggio con la Pergolettese provoca una dura reazione del popolo canarino che ammaina le bandiere ed espone due striscioni indirizzati soprattutto alla squadra. Il patron dell’Immergas e socio gialloblù diventa mattatore
Quando la curva Montagnani sciopera mettendo il silenziatore nell’ennesima sfida cruciale per il Modena, ecco che a suonare la carica alla squadra dagli spalti è stato a sorpresa un vecchio leone gialloblù. In tribuna stampa sembrava di stare nel settore centrale della Sud. In quel cuore caldo del tifo canarino svuotato ieri dalla rabbia e dall’amarezza del popolo geminiano per la prestazione e la sconfitta del Modena nello spareggio di Novara. Evidentemente in disaccordo con il boicottaggio silente degli ultras, Romano Amadei si è sentito in dovere di calarsi lui nelle loro vesti e trasformarsi così in un imperterrito e caloroso timoniere del tifo dagli spalti del Braglia. Seduto con qualche coetaneo appena sotto la tribuna stampa, Amadei si è erto a vero e proprio capo ultras coinvolgendo non solo la moglie, un’amica e gli arzilli compagni che erano accanto a lui, bensì tutti quelli che occupavano i posti delle file sottostanti fino a creare un caliente baluardo di supporto per i gialli impegnati sul campo . Se la Montagnani sfoggia lo striscione di protesta che aveva promesso - “Una stagione da protagonisti rovinata da incompetenti, ora giocateli da soli i playoff dei perdenti” - Amadei risponde sfoderando classici cori da contrattacco. “Modena, Modena” gridava a perdifiato insieme ai compagni e ai vicini di posto in versione ultras per un giorno. E via di applausi scroscianti e contagiosi per tutti. Le più cariche? La moglie e l’amica che le sedeva accanto. Insomma, non è mancato nemmeno il girl power in salsa canarina. Se la Sud ammutinata appende poi un nuovo striscione rivolto a squadra e società facendo dell’amara ironia sul numero degli abbonati - “5573 volte vergognatevi” - Amadei cala il carico da 90 e urla ancora più forte quel “Modena, Modena” che non ha mai smesso di uscirgli di bocca per tutti i 120 minuti del match. Con la variante di “Andiamo, andiamo” se qualche azione dei gialli sul terreno di gioco si faceva particolarmente propizia. Un supporto encomiabile e commovente, il suo. Che ha strappato più di un sorriso accrescendo l’entusiasmo e il credo di tutti quelli che lo circondavano sul fatto che la vittoria del Modena contro il Fiorenzuola non era un’impresa impossibile da mettere a segno. Non si è mai arreso Amadei. La voce non l’ha spenta neanche durante il primo tempo in cui non si può certo dire si sia visto il meglio sul campo. Non si è scoraggiato nemmeno quando il Modena è andato sotto due volte e per due volte ha rimontato il risultato. Ma la scena più bella l’ha regalata negli ultimi minuti dei supplementari con i gialli ad un passo dal successo. Perché portare a casa il 3-2 era fondamentale. E fondamentale dare quindi l’ultimo slancio di supporto come farebbe un vero capitano del tifo. “Adesso tutti in piedi” ha gridato Amadei. Detto, fatto.
Perché ad un vecchio leone gialloblù come lui, non si può che rispondere presenti e fare una doverosa standing ovation. —
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