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Giangio e Modena, love story che dura da oltre 23 anni

Fabio Rossi

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Andrea Giani e Modena di nuovo insieme, poco meno di 11 anni dopo: davvero una “love story” che non pare conoscere la parola fine quella tra il “Giangio” nazionale e la città del volley. E dire che all’inizio, anzi prima dell’inizio l’ex canottiere di Sabaudia a Modena c’era venuto spesso e volentieri, ma sempre da avversario e sempre con la maglia della Santal prima e della Maxicono poi, all’epoca forse le più odiate dai tifosi del PalaPanini.

LE FINALI CONTRO

Quattro quelle giocate, da giovanissimo, con i colori della Santal e della Maxicono: bilancio 3 sconfitte e 1 vittoria. Fu proprio il Giangio a contribuire al successo della Maxicono nella stagione ’89/’90 che chiuse di fatto un’era, quella della Panini. Da quel momento Parma visse momenti magici fino alla metà degli Anni Novanta.

27 APRILE 1996

A coronare un inseguimento durato una vita o quasi fu Giovanni Vandelli, che con la sua Daytona aveva rilevato nel 1993/1994 la Panini. Il “Giangio” si fece desiderare più di Marco Bracci, altro simbolo di Parma che a Modena arrivò primo di lui: l’ora di Giani in gialloblù scoccò sabato 27 aprile 1996 quando Modena lo presentò ufficialmente completando così un sestetto che avrebbe scritto la storia.

MAI CENTRALE...

Nella conferenza stampa di presentazione si parlò del ruolo che Giani avrebbe ricoperto e a specifica domanda l’interessato rispose: “Non giocherò centrale”. Fortunatamente non andò così e Giani a Modena al centro giocò, eccome, lasciando a Cuminetti la zona 2. Solo in un secondo momento, nella stagione del suo secondo scudetto (2002) il Giangio venne poi utilizzato in zona 4 come schiacciatore.

IL GRANDE SALTO

Se Vandelli fu l’uomo che lo portò a Modena, Catia Pedrini fu la donna che gli cambiò la vita lanciandolo come allenatore in Serie A1 subito dopo che lui aveva appeso le scarpette al chiodo. Era la stagione 2007/2008 e lui per ringraziare dimostrò che proprio un azzardo quella scelta non fu: Modena conquistò infatti con lui in panchina la Challenge Cup in Polonia, per lui fu il primo trionfo da allenatore.

ADDIO E RITORNO

Tra tante date ricordare con un sorriso e n’è una che rimarrà a macchiare una storia bellissima: il 16 dicembre 2008, con un comunicato emesso alle 13,42, Pallavolo Modena lo sollevò dall’incarico visti i risultati non esaltanti che la squadra stava ottenendo. Il resto è storia recente, martedì 14 maggio, ancora Catia Pedrini lo richiama e gli affida, 10 anni 4 mesi e 29 giorni dopo il destino della Modena del volley. Lui, non ci pensa un attimo, lascia Milano, dove si era già accordato per il futuro, e ritorna a casa. Se non è un grande amore questo... —

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