Sciopero del tifo anche contro la Reggiana
Il calcio è una materia strana, dove raramente due più due fa quattro. Ma forse è anche un po’ più semplice di quanto si creda. Forse non c’è bisogno di avere palmares e trascorsi importanti in categoria per allenare bene una squadra e nemmeno utilizzare metodi di serie A in serie D. A volte basta entrare nello spogliatoio con l’atteggiamento giusto, confrontarsi con i giocatori responsabilizzandoli e metterli tutti nella posizione ideale. Roby Malverti ha fatto grandi cose con la Juniores nazionale, vincendo per distacco il proprio campionato. Ma non è un mago e la sua promozione alla guida della prima squadra al posto di Bollini nascondeva non poche insidie legate allo stato psicologico della squadra, stritolata dalla sconfitta nello spareggio con la Pergolettese, e anche da un possibile disimpegno dei giocatori che, di fronte all’obiettivo perso, potevano cominciare a guardarsi attorno e non rischiare nulla per il Modena. Invece i gialli hanno sfoderato un grande attaccamento alla maglia gialloblù: l’esultanza di Ferrario che, subito dopo il gol, quella maglia l’ha mostrata con orgoglio ai tifosi scioperanti della curva è emblematica. E c’è chi si è tolto dei sassolini: CF9 desiderava giocare con Ferretti, Sansovini ha accettato senza polemiche il ruolo di punta esterna fissa che raramente aveva ricoperto nella sua lunga carriera. Non era cotto: ha giocato 120 minuti in posizione centrale, illuminando la scena e togliendosi anche la soddisfazione di realizzare una doppietta. Duca, oggetto misterioso subito dopo il suo arrivo, è uscito dal campo con una standing ovation, Rabiu ha giocato su livelli altissimi come Bellini.
La partita con il Fiorenzuola con l’ardore che l’ha caratterizzata è arrivata troppo tardi, ma non sarebbe potuta arrivare prima. Perchè il problema del Modena, e lo segnalammo in tempi non sospetti, è sempre stato in panchina perchè Apolloni stava a questa squadra come i cavoli a merenda e perchè Bollini era troppo scienziato. È allora viene da pensare che con un Malverti dall’inizio, un tecnico bravo e con buon senso, forse il Modena non avrebbe dovuto giocare gli spareggi. Nemmeno quello di Novara. Ma bando ai rimpianti: ci sono un derby e una finale playoff da giocare ed è un’occasione assolutamente da non fallire.—
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
