Gazzetta di Modena

Sport

Il centro a tinte rosa tra nonni e bambini, turisti giapponesi e tifosi colombiani

Marco Costanzini

Migliaia di appassionati hanno invaso il cuore della città Folla al traguardo con vista sulla Ghirlandina e Modena Park 

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Poesia e magia, emozioni e festa, persone e colori: questo è il Giro d’Italia, non una semplice corsa ciclistica ma un evento sportivo che unisce popoli e generazioni come nessun altro riesce a fare. La folla che ha invaso il centro storico di Modena, per poi riversarsi sulla linea del traguardo già “sold out” di via Emilia Ovest, ne è stata l’ennesima dimostrazione. A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera che si è tornata a respirare in città ci ha pensato la cornice proposta per accogliere un arrivo di tappa dopo 34 anni: sullo sfondo la Ghirlandina, il simbolo di Modena, accanto il parco Ferrari, il teatro del Modena Park da record di Vasco Rossi, un tocco esclusivo per riabbracciare la carovana rosa nella nostra città, che negli ultimi anni aveva già scoperto il parco Novi Sad del “Pavarotti & Friends”, il Palazzo Ducale e il Museo Enzo Ferrari come sede di partenza di tappa. Modena continua a raccontarsi all’Italia grazie al Giro e il Giro continua a rendere onore a Modena, cercando sempre di salutare la Bassa nel ricordo del sisma del 2012. Lo ha fatto anche ieri, entrando nella nostra provincia da Camposanto per poi transitare da Bomporto e raggiungere il capoluogo; qui i corridori sono stati accolti da un popolo festante e colorato, qui è basato semplicemente voltarsi per scorgere solo sorrisi e curiosità. Nonni mano nella mano con i nipotini per portarli a giocare nel villaggio allestito in viale Italia, raccontando quello che era il loro ciclismo, di quella volta in cui Coppi e Bartali scatenavano il tifo di una nazione intera come oggi solo Nibali riesce a fare. Beniamini di ieri e di oggi che in fondo sono beniamini di tutti i tempi e di tutti gli appassionati. Perché il ciclismo non divide, accomuna: richiama sulla strada appassionati ma anche chi di ciclismo sa poco o nulla, per vivere un’emozione. Gente di tutto il mondo, come i tifosi colombiani che hanno studiato la location perfetta per gustarsi l’arrivo, dalla terrazza del Burger King, mischiando le loro bandiere a tante altre. O come due coppie di turisti giapponesi, ancora in città dopo il Motor Valley Fest e pronti a vivere anche questa avventura quasi a sorpresa. Il Giro d’Italia è il centro colorato di rosa, con vetrine addobbate e figurine Panini realizzate ad hoc per celebrare un’altra nostra eccellenza, è l’automobilista che al rientro dal lavoro, anziché sbraitare per la coda un po’ più lunga del previsto, abbassa il finestrino e semplicemente chiede: “Scusa, chi ha vinto?”. Alla prossima, caro vecchio Giro. —

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