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Il Sassuolo si inchina a un'Atalanta da Champions

Il Sassuolo si inchina a un'Atalanta da Champions

I bergamaschi conquistano il terzo posto, mentre i neroverdi chiudono la stagione con una sconfitta

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REGGIO. Una vittoria che vale la Champions League, e con il terzo posto: l'Atalanta, per la prima volta nella sua storia, accede alla fase a gironi della massima competizione europea. Il timbro sul passaporto è arrivato al termine di uno strano 3-1 contro il Sassuolo, in una partita che l'Atalanta giocava in casa, ma di fatto era in trasferta, dove ne sono successe di tutti i colori: risse in campo che hanno costretto il Sassuolo in dieci per tutta la ripresa e in nove nel finale e un guasto alla Var che ha ritardato di cinque minuti la convalida del gol di Pasalic. Nella magica stagione della banda di Gasperini, Reggio Emilia è la città del destino: qui è cominciata la stagione, esattamente dieci mesi fa, con il preliminare di Europa League, qui è finita con l'ultimo match casalingo, delocalizzato per i lavori allo stadio di Bergamo, che ha permesso di centrare un obiettivo su cui in pochi avrebbero scommesso. Il Sassuolo, già matematicamente salvo e senza più niente da chiedere al proprio campionato, alla vigilia poteva sembrare un semplice invitato alla festa. E invece è sceso in campo deciso a fare la propria partita. Al 19' è pure passato in vantaggio con un contropiede partito dal limite dell'area: completata la transizione Duncan ha servito Berardi che ha fatto capire ai nerazzurri che il Sassuolo non aveva la minima intenzione di fare da sparring partner, ma che anzi voleva giocarsela col coltello tra i denti. E lo ha ribadito alla fine del primo tempo (intanto l'Atalanta aveva pareggiato con un rimpallo finito in rete grazie a un tocco di mento di Zapata) quando una scaramuccia in area ha fatto scoppiare una rissa in campo. Doveri è stato costretto a sventolare un pò di cartellini, l'ultimo dei quali, rosso, mostrato all'autore del gol del vantaggio sassolese, Berardi, portato via come un indemoniato da due compagni. La superiorità numerica e le differenti motivazioni hanno reso più prevedibile il secondo tempo. La firma ce l'ha messa il Papu Gomez, capitano e simbolo della Dea, prima ribattendo in porta una respinta di Pegolo, poi confezionando un assist per Pasalic che fissa il risultato e confonde il Var che impiega cinque minuti (per un problema tecnico) a convalidare il gol: sostituito nei minuti di recupero per concedergli una doverosa passerella, l'abbraccio del Papu con Gasperini e l'istantanea dell'impresa. I ventimila bergamaschi arrivati a Reggio Emilia esultano quando arrivano le notizie dei gol delle avversarie di Inter e Milan, ma con la vittoria l'Atalanta non ha bisogno di fare i conti. A fine gara parte l'inno della Champions: una città intera può cominciare a sognare con i brividi addosso.

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