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Berardi fa e disfa Col Sassuolo in 10 è festa Atalanta

Stefano Aravecchia
Berardi fa e disfa Col Sassuolo in 10 è festa Atalanta

L’attaccante segna poi si fa espellere nell’intervallo: nella ripresa i bergamaschi prendono il largo e centrano la storica qualificazione alla Champions League

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Festa doveva essere, festa è stata. Per l’Atalanta. Ma De Zerbi ci teneva da matti a dimostrare che il suo Sassuolo non regala niente a nessuno. Anche ai bergamaschi, “affittuari” del Mapei Stadium. Ed è stata partita vera, almeno per 45 minuti, i primi, dove le squadre hanno giocato in parità numerica. Nonostante le motivazioni fossero diverse il Sassuolo fin dall’avvio l’ha presa terribilmente sul serio, deciso a guastare a festa dei bergamaschi, calati in 16mila a Reggio per festeggiare il traguardo storico della qualificazione alla Champions League. Ma a rovinare i piani di De Zerbi è arrivata l’espulsione a fine primo tempo di Berardi, tanto bravo in campo quanto ingenuo nel cadere nelle continue provocazioni degli avversari. Dopo una stagione nella quale non aveva mai preso un cartellino rosso, ieri sera proprio all’ultima di campionato il golden boy neroverde è tornato a farsi tradire dal nervosismo (anche se De Zerbi sostiene che nel parapiglia abbia ricevuto un ceffone) abboccando alla sceneggiata di De Roon.

IL Fattaccio

Accade tutto il duplice fischio di Doveri che sancisce la fine del primo tempo: il fattaccio è originato da un confronto faccia a faccia tra De Roon e Magnanelli, contatto impercettibile, ma sufficiente all’olandese per crollare a terra: nella mischia s’inserisce Berardi che strattona De Roon nel tentativo di farlo rialzare. Scoppia il finimondo: diventa un tutto contro tutti, tra i più indemoniati Pegolo che infama De Roon (per trattenere il portiere ci vogliono in sei…), con le panchine in campo. In mezzo al parapiglia Doveri sventola due cartellini gialli a Magnanelli e De Roon, ma soprattutto quello rosso a Berardi.

bEL SASSUOLO

Peccato perché nel primo tempo il Sassuolo aveva interpretato ottimamente la partita. Schierati col 4-3-3 e con due cambi di formazione rispetto al match con la Roma (Pegolo per Consigli e Bourabia per Djuricic), i neroverdi se la sono giocata senza paura, organizzati e determinati al punto giusto. Pur soffrendo, e non poco, sulla corsia presidiata da Rogerio, preso in mezzo da Castagne e Ilicic. Sassuolo talmente deciso a non scansarsi da passare addirittura in vantaggio con Berardi, abile a finalizzare una splendida ripartenza impreziosita dall’assist di tacco di Duncan. Gasperini, i suoi ragazzi e i tifosi atalantini passano un gran brutto quarto d’ora, il tempo necessario a Zapata per pareggiare. Rete contestata dai neroverdi per un sospetto tocco col braccio dell’attaccante colombiano: gol convalidato dopo il check del Var. Prima della rissa che porta alla sua espulsione, Berardi fa in tempo a far correre un altro brivido nella schiena degli atalantini con Masiello a salvare in scivolata a porta vuota.

SOLO ATALANTA

Nella ripresa non c’è più partita, anzi è tutta una discesa per i bergamaschi. Il destino è segnato: Sassuolo in dieci e travolto dalla carica agonistica di un’Atalanta trascinata dai suoi fantastici tifosi. I neroverdi fanno quello che possono, finiscono addirittura in nove per l’espulsione di Magnanelli (già ammonito, si fa cacciare per proteste), incassando le reti di Gomez e Pasalic che regalano alla Dea la qualificazione alla Champions League. Per il Sassuolo un ko che compromette il decimo posto, obiettivo minimo stagionale, chiudendo a quota 43 punti, gli stessi raccolti la scorsa stagione dalla gestione Bucchi-Iachini. Ma la sensazione è che su queste basi, con De Zerbi in panchina, si possa costruire la prossima stagione un Sassuolo più forte e meno sprecone. Il tecnico, che ieri ha regalato la soddisfazione dell’esordio stagionale a Sernicola e Raspadori, dovrebbe rimanere: domani ne parlerà con Squinzi e Carnevali. —





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