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Sassuolo, De Zerbi prende tempo: «Pronto a rimanere, ma prima dobbiamo parlare»

Stefano Aravecchia
Sassuolo, De Zerbi prende tempo: «Pronto a rimanere, ma prima dobbiamo parlare»

Il tecnico neroverde piace a diversi club (Lazio, Milan e Roma): «Qui sto bene, però è necessario incontrare Squinzi perchè anche io ho qualche esigenza per migliorarci»

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In casa Sassuolo si inizia a programmare la prossima stagione. Ieri primo faccia a faccia a Milano tra patron Squinzi e l’amministratore delegato Carnevali, prossimo step l’incontro con Roberto De Zerbi. Il tecnico ha il contratto per un altro anno, ma non è un segreto che su di lui stiano puntando gli occhi diversi club. Il suo nome, tra le altre, da giorni viene accostato alle panchine di Lazio, Milan e Roma. Al riguardo, ospite della trasmissione “Barba e Capelli” su Trc, De Zerbi non si è sbilanciato prendendo tempo: «Non mi ha chiamato nessun club. A me fa piacere rimanere a Sassuolo, quando alleno lo faccio con l’idea di restare dieci anni in un posto. Se vuoi portare avanti un’idea, il tempo te la rinforza. È chiaro che bisogna vedersi con Squinzi e strutturare bene quella che sarà l’annata prossima. Anche io ho qualche esigenza, perchè bisogna fare sempre meglio e dovremo rendere felici i tifosi e tutti gli altri: l'anno prossimo il campionato sarà ancora più difficile».

In casa Sassuolo danno per scontato che si vada avanti un’altra stagione con De Zerbi e l’idea è quella di provare a trattenere i giocatori migliori per provare ad alzare l’asticella e avvicinarsi a quelli che sono gli obiettivi di Squinzi. Che nei giorni scorsi non ha lesinato critiche alla squadra (“sono deluso dalla classifica, buttati via quindici punti”) e al tecnico (“deve curare di più la fase difensiva”): «Magari quindici no, ma dieci punti in effetti li abbiamo buttati via - spiega De Zerbi, in particolare se si vanno a vedere le partite sfumate dall’85’ in poi e certe gare che con un po’ più di consapevolezza della propria forza avremmo potuto vincere. Bisogna capire il perchè: il patron è ambizioso, quelle frasi le ha dette anche con affetto, ma bisogna considerare - ad esempio - quando a Bologna prendiamo gol alla fine abbiamo una linea difensiva con un 97 e due 98, tre su quattro giovanissimi e qualcosa lo vai a pagare per forza. La fase difensiva è da migliorare - ammette - ma è anche vero che abbiamo fatto quattordici partite mantenendo la porta inviolata, in altre invece abbiamo sbragato peccando di concentrazione. Ovviamente alleno la fase la difensiva, ma con modalità diverse, d’altronde sono un allenatore con uno stampo “non difensivista”. Una scelta mia e della società, che ha deciso di puntare su di me».

Poi due battute sui due gioielli, Berardi e Boateng.

«Mi farebbe piacere che Berardi rimanesse, non voglio forzarlo più di tanto perchè voglio sia convinto e motivato al 100% di stare ancora con noi. Uno come lui si farebbe fatica a sostituire».

«Boateng è uno che vive al massimo tutto, deve capire se per un altro anno può convivere con un ambiente che non ti porta 20-30mila persone allo stadio e a Modena la gente non ti riconosce per strada. Chiaramente per lui le porte sono aperte».

Nel frattempo uno dei “pupilli” di De Zerbi, quel Demiral  scovato a gennaio in Turchia e portato  a Sassuolo (in prestito con riscatto per 7 milioni), è sempre più vicino alla Juventus, che lo ha fatto seguire in tutte le partite del girone di ritorno. «I miei direttori hanno detto che resta e non ci sono possibilità che vada via. Saremo noi a decidere, non altre squadre» - aveva detto nei giorni scorsi De Zerbi. In realtà la Juve starebbe valutando l’idea di acquistare Demiral per 15 milioni e parcheggiarlo per un altro anno in prestito al Sassuolo. —


 

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