Ora è ufficiale: Spalletti non siederà più in panchina Oggi inizia l’era Conte
MILANO. L'era Spalletti è ufficialmente conclusa, ora può partire l'era Conte.
Il cambio della guardia in casa Inter è cominciato ieri, con il freddo annuncio da parte della società dell'esonero del tecnico toscano: oggi il protagonista sarà invece l'ex ct azzurro, che diventerà il nuovo allenatore nerazzurro. Era una formalità, in fondo, l'addio di Spalletti. Come aveva lui stesso detto dopo la vittoria dell'Empoli, non siamo su «scherzi a parte»: le voci sull'avvicendamento in panchina che proseguono da mesi erano vere, ora sono diventate realtà. In pochi probabilmente però si attendevano parole così fredde nel comunicato: «Fc Internazionale Milano comunica che Luciano Spalletti non ricopre più il ruolo di allenatore della prima squadra - si legge nella nota -. Il club ringrazia Spalletti per il lavoro svolto e per il percorso compiuto insieme». Più sentito l'omaggio di Steven Zhang: «Un allenatore, un insegnante, un amico. Hai sempre dato il massimo, sotto la pioggia o con il sole. Questi due anni di avventura hanno significato molto per l'Inter e per me. Non dimenticheremo mai la tua dedizione a questa squadra e ti ringraziamo tutti dal profondo del cuore» ha scritto il presidente su Instagram. Parole che meglio omaggiano il tecnico nerazzurro per quanto portato a casa in queste due stagioni: due qualificazioni consecutive in Champions (mancavano dal 2011/12) fondamentali per la crescita della società, che ora può davvero puntare a tornare grande. Più che i risultati, tuttavia, è il come li ha raggiunti il motivo per cui Spalletti va idealmente applaudito. Due annate tra promesse di mercato mancate, giocatori non sempre all'altezza in campo e fuori, voci incontrollate sui possibili sostituti. Tuttavia, nonostante l'esplosione dei casi Icardi e Nainggolan (in cui anche lui ha avuto un ruolo), è riuscito sempre a portare la nave in porto, tra mille difficoltà. Resistendo a un logoramento continuo, in cui le voci su Conte non sono quasi mai state smentite con forza mentre Spalletti difendeva fino allo strenuo la squadra dalle critiche. —
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