Sghedoni e Amadei, summit imminente dell’impero Romano
I due patron pronti a vedersi personalmente tra oggi e domani per risolvere definitivamente i problemi societari
Se dunque Doriano Tosi è solo il pretesto della frattura della proprietà, come da lui dichiarato, o probabilmente la miccia che ha acceso una potenziale bomba societaria, diventa ben chiaro come i problemi tra i due schieramenti all’interno del Modena F.C. 2018 riguardino le differenti vedute sulle gestione della società stessa, a partire da quello tecnico. Non è dunque un caso se tra domani e dopodomani saranno proprio Romano Amadei e Romano Sghedoni, i padri fondatori del Modena rinato dalle ceneri, a sedersi attorno a un tavolo per confrontarsi tra loro e capire se sia possibile proseguire assieme.
Provocando una eventuale reazione a catena, visto che dalla parte di Amadei si è schierato Carmelo Salerno mentre sulla sponda opposta, quella che vede come leader mister Kerakoll, si trovano Gianlauro Morselli e Paolo Galassini. Sghedoni, socio di maggioranza relativa con il 31,25% delle quote, vorrebbe dettare la linea dopo un campionato di serie D targato Doriano Tosi, uomo di fiducia di Amadei e sostanzialmente di Salerno, che già lo aveva individuato come suo direttore sportivo ai tempi delle trattative con Antonio Caliendo prima del fallimento del Modena F.C. Dopo aver seguito la linea dell’amico Amadei, perché in fin dei era stato proprio mister Immergas con la regia di Tosi a convincerlo a lanciarsi nell’avventura di rifondare il Modena e a entrando per la prima volta in società, Sghedoni spingerebbe per un cambio di rotta e vorrebbe orientare in prima persona le scelta per il prossimo campionato. Con la compagine societaria attuale, ma solo nel caso in cui fosse possibile.
Lo scenario noto è questo, ma il contorno resta indecifrabile. C’è però una sottolineatura non di poco conto da fare, legata alle quote possedute da ciascuno dei soci e al patto parasociale firmato nel momento in cui Modena F.C. 2018, ancor prima Pro Modena, è stata costituita: il diritto di veto sull’ingresso di nuovi soci di cui ognuno dispone e l’obbligo di rimpiazzare un’eventuale uscita di scena con un socio di pari valore si aggiunge allo scenario che vede la proprietà al momento spaccata esattamente a metà, 50% contro 50%. Solo con un gentlemen’s agreement si potrà quindi dipingere un nuovo volto diverso da quello attuale per quanto riguarda la proprietà. L’opzione più accreditata in caso di rottura tra le parti è quella che vedrebbe Sghedoni acquisire la maggioranza assoluta delle quote, dopo l’uscita di scena di Amadei e Salerno, per una società a tre con Morselli e Galassini molto propizia ad un successivo ingresso, quello del patron del Carpi Stefano Bonacini. Quest’ultima è più un’ipotesi, visti i rapporti tra le parti in causa, che la realtà allo stato attuale delle cose, così come un’ipotesi sarebbe quella di riproporre l’ingresso nella proprietà alla famiglia Giacobazzi, già in procinto di farlo lo scorso anno prima di optare per un’importante sponsorizzazione triennale.
La società a tre potrebbe comunque andare avanti anche senza nuovi ingressi e con questo scenario non sarebbe da escludere che Sghedoni chiedesse al figlio Gianluca di affiancarlo con il ruolo di amministratore, per poi pianificare con Morselli e Galassini tutte le altre figure da inserire come responsabili dell’area tecnico-sportiva. Tutto sarà più chiaro tra oggi e domani, dopo il confronto in cui di Romano, all’interno del Modena, ne resteranno ancora due oppure soltanto uno. —
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