Il sogno ad ottant’anni: ecco la prima volta di Romano Sghedoni sul trono del Modena
Mister Kerakoll patron assoluto del club gialloblù: lieto fine di un lungo corteggiamento e di un destino incrociato con Tosi e Amadei
il personaggio
La prima volta non sai mai quando arriva. Per Romano Sghedoni e il Modena è arrivata a 80 anni, ma è il lieto fine di un lungo corteggiamento e di un destino incrociato con Doriano Tosi e Romano Amadei. E’ proprio Tosi che dopo la scomparsa di Gigi Montagnani individua in Romano Sghedoni il naturale successore del Presidentissimo. Sta nascendo la Longobarda, ma mister Kerakoll non è ancora pronto e dice di no. Il diesse va avanti con gli eredi di Montagnani, ma non c’è la volontà di proseguire l’avventura nel calcio da parte di tutti e in un momento di interregno ad affiancare gli eredi arriva Romano Amadei che con Tosi aveva creato e condiviso il miracolo Brescello. Il Modena sale subito in B, Amadei liquida gli eredi e diventa l’unico proprietario del Modena Calcio. E’ un magic moment per il calcio geminiano tant’è che arriva anche la serie A. Il Modena si salva a Brescia e conquista un altro anno nella massima serie, l’ultimo perché poi retrocederà. Amadei perde Tosi dopo un doppio tentativo di risalita in Paradiso fallito.
Ed ecco il primo contatto tra Amadei e Sghedoni perché mister Kerakoll stampa il nome della sua prestigiosa azienda sulla maglia del Modena accanto a quella dell’Immergas. Nasce l’Impero Romano. Il Modena tenta subito di risalire, ma non ce la fa e l’era Amadei comincia ad incanalarsi verso l’epilogo. Il patron dell’Immergas è sempre più lontano da Modena e allora a supporto della squadra, di sua spontanea iniziativa, ci si mette Romano Sghedoni assieme a Fabrizio Malavasi. Il Modena di Pinardi, Bruno e di mister Apolloni si salva a Trieste. Festa al ristorante Fini, il rapporto tra Amadei e Sghedoni è al top tanto che proprio Amadei, in Largo San Francesco, annuncia Romano Sghedoni some suo futuro socio. Le porte del Modena si spalancano a mister Kerakoll che si presenta anche in Comune dal sindaco Pighi a riscuotere un credito di Amadei al quale era stato promesso dall’amministrazione comunale un aiuto da parte di una delle forze cooperative di Modena. Cpl è pronta ad entrare, ma l’arrivo di Roberto Casari fa saltare il banco. Sghedoni abbandona le trattative avendo intuito che Amadei aveva deciso di sposare Cpl: nessuno lo cercherà più. Amadei esce di scena, inizia l’era Cpl e nasce Ghirlandina Sport dove sono già presenti Gianlauro Morselli e Massimo Galassini, fratello di Paolo attuale socio del Modena Fc 2018. La gestione Casari-Cpl si rivela un disastro, il terremoto e i problemi giudiziari che investono il colosso di Concordia portano il Modena nella mani di Caliendo e al fallimento.
Modena ha perso la sua squadra e oltre 100 anni di storia gloriosa. Bisogna rifondare: Carmelo Salerno e Doriano Tosi sono già in contatto. Amadei li affianca e chiama Sghedoni: pranzo al ristorante La Rezdora e affare fatto. Mister Kerakoll fa il grande passo, ma il primo obiettivo del ricostituito Impero Romano è quello di aiutare la Rosselli Mutina di Morselli e Galassini a conquistare la serie D ottenendo la categoria sul campo per poi trasformare la Rosselli Mutina nel nuovo Modena. Uno spareggio è fatale: Galassini e Morselli non conquistano la serie D e bisogna presentarsi al bando del Comune. La presenza di Sghedoni al fianco di Amadei annulla le possibilità dei gruppi di Toni e Samorì. Il sindaco assegna alla Pro Modena di Sghedoni, Amadei e Salerno l’incarico di rifondare il calcio in città. Tosi si mette al lavoro, entrano anche Morselli e Galassini. Il Modena è il dream team della D, ma si inceppa e un altro spareggio maledetto vanifica la promozione diretta in serie C. Romano Sghedoni non vuole più Tosi, Amadei non ci sta. Si arriva alla rottura. Entrambi sono pronti a comprare le quote dell’altro, ma non ci può più essere un Modena senza Romano Sghedoni, idolo dei tifosi canarini. Mister Kerakoll prende tutto, le quote di Amadei e anche quelle del presidente Salerno.
Romano Sghedoni, a 80 anni, per la prima volta nella sua storia personale e di quella del Modena è il patron assoluto del club gialloblù. Realizza un suo sogno da tifoso, ma anche quello degli sportivi modenesi che lo avrebbero da sempre voluto sul trono. —
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