Gazzetta di Modena

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il capolavoro 

Montale, una frazione di 4.066 abitanti nell’Olimpo del volley

Andrea Lolli

21 vittorie su 26 partite in regular season, 6 su 6 nei playoff Tamburello: «Emozione indescrivibile andare in A2 così»

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Un sogno che ben coltivato diventa speranza per poi trasformarsi, alla fine, in una splendida realtà. È questa la parabola vissuta durante l’arco dell’intera stagione dall’Emilbronzo 2000 Montale che con il successo al tiebreak di mercoledì sul campo di Offanengo ha visto materializzarsi per davvero la promozione in Serie A2.

PICCOLE-GRANDI REALTà

Per la prima volta nella propria storia la società che rappresenta una piccola frazione di 4.066 abitanti raggiunge la seconda serie nazionale, un risultato che solo poche, pochissime realtà simili nella storia recente sono state in grado di raggiungere.

Montale va a bissare quanto fatto negli Anni Novanta da Spezzano, che seppe poi rimanere per diversi anni ai vertici nazionali. Risultato simile anche per l’altra neopromossa Talmassons (4.002 abitanti). Altre imprese paragonabili da allora ad oggi sono state quelle di Ornavassso, comune piemontese di 3.400 abitanti, giunto fino alla A1 per poi scomparire.

Prima ancora in A2, invece, arrivarono Ostiano, in provincia di Cremona, con poco meno di 3000 abitanti e ancora più indietro nel tempo, ad inizio anni ’90, il club siciliano di Giarratana.

che team!

La rincorsa di Montale, però, parte da una squadra costruita con ambizione e grande attenzione, partendo dalle conferme importanti dei centrali Elena Fronza e Laura Bandieri oltre che della bomber Martina Brina e del libero Francesca Severi per quanto riguarda il sestetto base.

A loro la società del presidente Barberini ha affiancato la schiacciatrice Serena Vece, reduce dalla B1 vinta con San Lazzaro davanti a Sassuolo, oltre ad una regista di grande qualità ed esperienza come Lidia Bonifazi.

E a completare il tutto l’eterna Tai Aguero: un nome che dice tutto per una giocatrice tuttora decisiva nonostante la carta d’identità reciti 5 marzo 1977 alla voce data di nascita. La cavalcata dell’Emilbronzo 2000 è iniziata con una sconfitta interna con Altino, poi avversaria in semifinale playoff, ed è proseguita con un lungo e vano inseguimento alla capolista Macerata.

PARLA IL COACH

Alla fine della regular season il secondo posto, frutto di 21 vittorie e 5 sconfitte, vale una posizione di assoluto prestigio nella griglia playoff, che le rosanero hanno saputo sfruttare al meglio conquistando sei successi in altrettante gare disputate. A guidare questa macchina perfetta il tecnico Ivan Tamburello, arrivato anch’egli in estate dopo aver già assaporato l’aria modenese lavorando quattro anni fa nel settore giovanile di Modena Volley: «È una emozione indescrivibile, andare in A2 vincendo i playoff è molto più duro che farlo vincendo la regular season perché si gioca ancora per un mese dopo una stagione impegnativa. Anche a livello di tensione arrivare in fondo e vincere 6 partite su 6 è davvero difficile e faccio tanti complimenti alla squadra che ha fatto qualcosa d’incredibile. La componente mentale a questo punto è una cosa fondamentale, bisogna stare lì e non mollare mai perché tutti vogliono vincere e arrivare in fondo non è facile».

TAI FELICE

Capitano e punto di riferimento non solo dentro il campo, come detto, Tai Aguero alla seconda promozione consecutiva in A2 in due stagioni. Da parte sua a fine gara tanti complimenti a tutto il gruppo: «Forse sono una portafortuna, ovunque vada ultimamente si vince. A parte questo sono molto felice perché quest’anno ho fatto parte di una grandissima squadra, con giovani stupende e volenterose. Ragazze che hanno lavorato tanto e per me è stato un onore lavorare insieme a loro. Aver vinto ai playoff è ancora più bello perché si vede la stanchezza di una stagione e per questo credo che ci meritiamo la promozione. Offanengo è una squadra forte, ma noi ci abbiamo messo qualcosa di più: abbiamo difeso, murato e schiacciato nei momenti che contavano. Questo ci ha dato la vittoria. Il prossimo anno? Spero di essere ancora qui». —



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