Sghedoni: «Modena sarà un club modello e spero che Amadei si diverta a Reggio»
«Senza ironia, auguro ogni bene a lui e a Tosi. Sto cercando persone che conoscano la C e la B e moralmente giuste»
Lo stanno aspettando gli amici per una partita a carte a cui non si può dire di no. Ma Romano Sghedoni, ora il vero e unico patron del Modena dopo il divorzio da Romano Amadei, affiancato solo da Galassini e Morselli, due minuti per commentare l’approdo dell’altro Romano sulla sponda del Secchia di colore granata come socio di maggioranza relativa della Reggio Audace ce li regala. «Sono caduto dalle nuvole - dichiara mister Kerakoll - è stata una sorpresa. Cosa ne penso? Penso tutto il bene di questo mondo e auguro a Romano che si trovi bene a Reggio e che si diverta. Me lo auguro davvero con tutto il cuore: lui e Tosi faranno il loro duetto e saranno bravissimi. La Reggiana mi sembrava una società un po’ ballerina e con Amadei si sistemerà. Poi Romano, così, è anche più vicino a casa. Ripeto: non c’è ironia nelle mie parole e ci vedremo nel derby sperando che non sia in serie D, ma se proprio dev’essere semmai tra due anni in serie C».
E il Modena: come siamo messi?
«Non possiamo ancora fare niente di ufficiale perchè prima bisogna andare dal notaio e formalizzare il passaggio delle quote di Amadei e anche quelle di Carlemo Salerno perchè sono rimasto alle sue dimissioni con l’intenzione di uscire. Se è ancora così prenderemo anche le sue. Nella settimana entrante comunque faremo tutto quel che c’è da fare per sistemare definitivamente le questioni societarie. Capisco che ci sia fretta, ma per poter agire bisogna prima essere padroni di qualcosa. Ci sono da chiudere i conti della vecchia gestione e solo a quel punto di potrà parlare del resto».
Galassini è rientrato dagli Usa. Quando vi vedrete con lui e Morselli?
«È probabile che ci si veda già oggi tanto per cominciare a fare il punto».
Roberto Cesati sarà il nuovo direttore generale?
«Calma, è ancora tutto da decidere perchè prima bisogna mettere a posto tutte le cose passate e far partire la nuova società. Non si può fare niente fino a quando non si va dal notaio».
Tante cose, ci scommettiamo, le avrà già fatte...
«Non sono un tipo che ama correre dei rischi e nel mio Modena voglio solo gente per bene e preparata, uomini che conoscano la serie C e anche le categorie superiori. Ho parlato con una ventina di persone, tra direttori sportivi e allenatori, e la mia scelta cadrà su chi saprà garantire tanta serietà prima ancora che il resto. Fino a quando ci sarò io il Modena dovrà essere una società modello sotto il profilo morale e professionale. Poi cercheremo di fare del nostro meglio anche sul campo».
Gli amici lo pressano per la partita a carte e lasciamo che Romano Sghedoni vada a piazzare i suoi carichi certi che lo farà anche con il Modena. Il patron nei giorni scorsi ha smentito il coinvolgimento di suo figlio Gianluca nella società che andrà a nascere e anche di Stefano Bonacini, il patron del Carpi, nei confronti del quale prova grande stima. Ma ora vuole che sia il Modena di Romano Sghedoni e andrà avanti con Paolo Galassini e Gianlauro Morselli. —
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