Squinzi, parlano i figli «Il brand Sassuolo cresce nel mondo»
Marco ammette: «A me il calcio proprio non piace» La sorella Veronica: «Io invece sono appassionata»
Non è semplice parlare di Sassuolo con i figli di Giorgio Squinzi e Adriana Spazzoli. Veronica e Marco, invece, hanno parlato all’evento promosso per i partner del Sassuolo durante la giornata di presentazione del Mapei Football Center, un progetto che conferma sia l’impegno della famiglia per la società neroverde che una passione che cresce e che coinvolge sempre più tutti, genitori e figli (anche se non tutti con il medesimo trasporto). Una giornata davvero ben organizzata quella del vernissage, che ha fatto assaporare il nuovo centro sportivo a disposizione della società neroverde a diverse persone, compreso a molti tifosi del Sassuolo. Marco, direttore dell’area ricerca e sviluppo per la multinazionale milanese, ha però candidamente ammesso di non essere un autentico appassionato di calcio: “Non sono appassionato di calcio, anzi... diciamo pure che non mi piace” ha detto, con un pizzico di ironia e suscitando il sorriso dei presenti il figlio del patron, a margine della sua presentazione sul centro sportivo, lo sport preferito dal figlio maschio di Giorgio è il ciclismo, che pure con Mapei ha avuto e continua ad avere un rapporto strettissimo. La figlia Veronica, responsabile Sviluppo Globale Mapei, ha invece spiegato di essere decisamente più attaccata al Sassuolo: “Io invece sono appassionata di calcio. Quando sono all’estero capita che mi chiedano quali giocatori comprereremo per la squadra, a dimostrazione del fatto che il marchio Sassuolo sta crescendo. Ricordo ormai diversi anni fa, quando la squadra è stata promossa in serie B, una tournee estiva in Russia con una partita a Stupino, dove avevamo aperto uno stabilimento Mapei”.
Il brand Sassuolo, dunque, diventa sempre più internazionale e si conferma un investimento azzeccato per la famiglia Squinzi e per la Mapei. Un investimento che, tra Mapei Stadium, Mapei Sport e Mapei Football Center accredita la multinazionale e la squadra di proprietà verso un percorso sempre più europeo. In attesa di tornarci, in Europa, anche a giocare. —
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