Verso il Gp di Francia Oggi la decisione sul ricorso della Ferrari
ROMA. Il giovedì al “Paul Ricard” ruota per gran parte intorno al caso Vettel, che mette ancora a rumore il paddock e anima le speranze in Ferrari dopo la decisione della Fia di accoglierne l'istanza di revisione della penalizzazione di 5” inflitta al tedesco a Montreal e che gli è costata la vittoria. Oggi i commissari che presero quella decisione in Canada saranno chiamati a esaminare i nuovi elementi - dati telemetrici e video - che saranno portati dal team di Maranello per scagionare il pilota dall'accusa di aver commesso una manovra pericolosa nei confronti di Lewis Hamilton mentre duellavano per la vittoria.
Prima del Gp di Francia di domenica, con tutta probabilità, ci sarà una decisione, su cui lo stesso Vettel non esprime particolari aspettative: «Il ricorso non so come andrà a finire, ma di certo so che non ho cambiato opinione su quanto è avvenuto - sostiene lo stesso Vettel -, ora vediamo se riusciamo a ridiscutere il verdetto portando nuovi elementi. Io non ho frenato dopo in curva 3, cambiavo il punto di frenata per risparmiare carburante e recuperare energia. Ho provato di tutto per restare in pista, ma quando sono rientrato non ho stretto Hamilton».
In sintonia con lui si esprimono tanti colleghi in conferenza stampa, assenti i big. Seb ottiene il sostegno anche di Max Verstappen, che ritiene perfettamente lecita l'azione del ferrarista. L'olandese, inoltre, critica la scelta di infliggere le penalità in gara, privandola di quel pathos che è il sale delle corse. «La regola va cambiata», dicono in coro Nico Hulkenberg e Romain Grosjean, che chiedono entrambi anche più uniformità di giudizio su episodi simili. Sulla stessa linea Antonio Giovinazzi: «La penalità è stata eccessiva, ma importante è che se c'è una regola, questa sia giudicata sempre nello stesso modo».
Domenica c'è la gara, l'ottava della stagione, dopo sette vinte dalle Mercedes. Vettel sostiene che la pista francese, con lunghi rettilinei e parti guidate, presenta «elementi positivi ma anche negativi per noi», mentre per il discorso mondiale ammette che la situazione non è facile: «Dobbiamo fare molti punti - conclude -, non ci vuole un genio per capirlo». —
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