Il Modena ringrazia Carmelo Salerno per la rifondazione
Invito a cena e un targa da parte dei dipendenti del club «Commosso e ci sarò sempre anche se con un altro ruolo»
“Al Nostro Presidente, architetto Carmelo Salerno, per averci accompagnato nell’anno della rinascita con cuore e passione. Con gratitudine, i dipendenti e i collaboratori”. Con queste parole, che resteranno per sempre incise in una targa appositamente realizzata, dipendenti e collaboratori del Modena hanno voluto ringraziare Carmelo Salerno proprio nel giorno in cui la presidenza del club canarino è passata ufficialmente a Romano Sghedoni. La targa è stata consegnata all’ex presidente venerdì sera, nel corso di una cena organizzata in un ristorante del centro storico, sottolineando una volta di più l’affiatamento e l’entusiasmo che si sono respirati anche in sede nell’anno della rifondazione del Modena. «Non me l’aspettavo – ha raccontato Salerno – ed è stato davvero commovente. So bene quale rapporto mi leghi a tutti i dipendenti e ai collaboratori che hanno lavorato incessantemente per la società, dando un contributo fondamentale per farla rinascere dopo il fallimento, ma non pensavo di aver lasciato così tanto. Li ringrazio dal profondo del mio cuore. Però non è che me ne sia andato o intenda andarmene, io ho ancora un quarto di quote della società e, pur senza cariche ufficiali, non mancherò di fare sentire la mia presenza continuando a metterci il massimo dell’impegno. L’ho detto anche ai dipendenti durante la cena: la targa che mi hanno regalato non sarà commemorativa, perché per il Modena ci sarò sempre». Salerno ha ripercorso il suo anno abbondante da presidente del rinato club gialloblù: «Abbiamo davvero iniziato un percorso da zero, noi soci e tutte le persone che hanno lavorato quotidianamente per la società. Ci siamo dannati l’anima a riorganizzare tutto, lavorando come matti. Ammetto che non mi sono goduto quasi niente, immerso nel lavoro su ogni aspetto e con la tensione della partita ogni settimana, soprattutto nel momento in cui le cose non andavano per il verso giusto: è stato veramente un anno vissuto in apnea». Ora c’è un futuro tutto da scrivere, di cui Salerno continuerà a fare parte con il suo 25% di quote sociali: «Ed è ovviamente al futuro che dobbiamo pensare – ha concluso Salerno – perché la società va avanti forte e ambiziosa. I presidenti passano, il Modena resta e quindi bisogna concentrarsi prima di tutto sui nostri colori per portarli il più in alto possibile. Ringrazio comunque, ancora una volta, i dipendenti e i collaboratori per questo bel regalo: è la dimostrazione che qualcosa di buono l’ho fatto, tant’è vero che non uscivo di casa da quasi un anno e mezzo al venerdì sera tanto ero stanco per gli impegni tra il mio lavoro e quelli da presidente del Modena. La cosa che più mi rende orgoglioso è che si è creato un contatto umano con la città. Io ho solo fatto il massimo nella maniera più spontanea possibile, anche in sede: per la mia filosofia di vita un lavoratore deve essere gratificato anche con piccoli gesti, per questo ai miei muratori porto sempre il caffè il sabato mattina oltre a pagare gli straordinari, mentre c’è chi pensa che solo “spremendo” i dipendenti si ottengano risultati. Penso che il calcio sia un’azienda in cui è l’aspetto umano a prevalere, dunque se si mette al centro la persona si raggiungono più risultati». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
