Carpi, mercato bloccato e può comprare soltanto se garantisce con una fideiussione
Garanzie per poter comprare. Sembrerà strano ma succede al Carpi, per lo strano intreccio tra gli effetti della retrocessione e i regolamenti della Lega Pro. Quasi chiusa la vicenda societaria, sono quindi ancora le garanzie a segnare l’estate biancorossa. Quelle richieste dalla Lega rappresentano in questo momento un ostacolo tanto formale quanto concreto al calcio mercato di via Marx. Oltre alla fidejussione di 350 mila richiesta per l’iscrizione e regolarmente depositata dalla società, la Lega Pro chiede infatti un ulteriore sforzo alle compagini iscritte per cercare di circoscrivere lo stillicidio di queste ultime stagioni: se il costo dei compensi lordi, fissi e variabili dei tesserati supera il milione di euro, occorre prestare una ulteriore garanzia integrativa a copertura del 40% dell’eccedenza rispetto allo stesso milione. Il monte stipendi di via Marx è quasi doppio, ridimensionato rispetto ai cinque della B dalla partenza di svincolati e prestiti. Dunque, il Carpi non può depositare nuovi contratti e al momento può farlo solo a fronte di una fidejussione di valore quasi pari a quella d’iscrizione. Mercato bloccato dunque, a meno che il ds Stefano Stefanelli non riesca velocemente a piazzare i vari Poli, Jelenic e Colombi, primi di una lunga lista di partenti. Con qualcuno si potrebbe anche raggiungere un accordo per lo svincolo, sullo stile Mbakogu, e abbassare così l’asticella sotto la soglia del milione. Altrimenti, nulla si muoverà fino a quando la società non avrà fornito l’ulteriore garanzia. Potrà farlo anche al momento del primo acquisto, ma il suo valore, e quindi il suo costo, dipenderà comunque dal monte stipendi complessivo in quel momento. Per la società di via Marx, che incasserà quasi quattro milioni di paracadute, non dovrebbe rappresentare un grosso problema. —
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