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Cristian Zaccardo dice stop, eroe mondiale in Germania

Enrico Ballotti
Cristian Zaccardo dice stop, eroe mondiale in Germania

A 38 anni il ragazzo di Spilamberto chiude col calcio giocato. Lui e Luca Toni gli unici modenesi iridati nel calcio. «Smetto nel giorno in cui vincemmo il titolo» 

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Berlino, Wolfsburg, Milano, ma anche Palermo, oppure Castelvetro e Spilamberto. Senza dimenticare Pollina, comune siciliano di 3mila anime. Questa è la cartina geografica di Cristian Zaccardo che ieri ha detto basta. Basta col calcio giocato, non con il mondo del pallone. Il difensore ha scelto proprio il 9 luglio: non una data qualsiasi, ma il 13esimo anniversario della vittoria ai Mondiali 2006. E qui torna Berlino con il successo di “Zac” e degli azzurri sulla Francia. La Germania fa rima anche con Wolfsburg e con il primo posto in Bundesliga. E poi c’è Milano con il Milan e ovviamente Palermo. Di Pollina, il paesino palermitano, Zaccardo è cittadino onorario. Un lungo viaggio che lo ha sempre riportato nel modenese: a Spilamberto dove ha mosso i primi passi, a Castelvetro dove la famiglia vive da sempre. Nel mezzo un mare di presenze, oltre 500, qualche gol, una trentina, e tanti successi. Dal 3 settembre 2000, giorno del suo esordio tra i prof in uno Lumezzane-Spezia, di cose ne sono successe parecchie. Zaccardo le sintetizza così: «Oggi, anniversario della vittoria della Coppa del Mondo 2006, annuncio la fine della mia carriera di calciatore! Come tutte le belle storie anche per me è giunto il momento di scrivere la parola “fine” a questa inimmaginabile avventura anche se, da amante del calcio, preferisco definirlo un cambio capitolo più che una vera fine! Il calcio è stato, è, e sarà sempre la mia vita, mi sono preparato in questi ultimi anni per il mio “next play”. Inizia un nuovo capitolo della mia vita calcistica. Una cosa è certa, la passione, la voglia di far bene, la voglia di crescere saranno le stesse con cui ho vissuto questi indimenticabili anni sul campo da gioco. Ringrazio i miei tifosi per il sostegno costante e per l’affetto che ancora mi riservano e tutti quelli che mi hanno accompagnato in questo percorso. A presto. Cristian». —

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