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Ufficiale, Modena in serie C: dopo un viaggio all’inferno il ritorno nei professionisti

Paolo Vecchi

La Federcalcio ha ufficializzato l’atteso ripescaggio della società gialloblù Romano Sghedoni: «Ora spero che i tifosi battano il record degli abbonamenti»

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Era il 28 novembre 2017 quando il Tribunale di Modena decretò il fallimento del Modena FC cancellando 105 anni di gloriosa storia, trascorsi nel calcio professionistico, di una società che mai si era macchiata di tanta infamia fino alla debacle della gestione Caliendo. Una condanna amministrativa che arrivò subito dopo quella sportiva della Figc che a fronte di quattro “cabò” del Modena, lo radiò dal campionato di Lega Pro e dal calcio professionistico a stagione in corso.

fuga dall’inferno

Modena resta senza la sua squadra: non era mai accaduto. Il sindaco Muzzarelli si trova la patata bollente tra le mani. Il primo cittadino cerca di svegliare gli imprenditori modenesi e indice un bando: chi lo vince può ricostruire il Modena. Doriano Tosi, il ds della serie A della Longobarda, segue tutto da Sorbolo e coinvolge Romano Amadei. Che monta su e tra un sorso di lambrusco e due tigelle riesce in un’impresa titanica: coinvolgere il suo coeatneo Romano Sghedoni a costituire una società e a partecipare al bando. L’Impero Romano ha bisogno di gambe giovani e abbraccia Carmelo Salerno, un premio alla determinazione di mister Safim che aveva provato in tutti i modi ad evitare il fallimento, affidandogli carica di presidente.

L’allenza Amadei-Sghedoni e soprattutto l’uscita allo scoperto di mister Kerakoll, l’uomo che la città aveva sempre sognato alla guida del Modena dopo la scomparsa di Montagnani, spazza via la concorrenza dei gruppi capeggiati da Samorì e Luca Toni. Il bando non ha storia e la Pro Modena, la società creata da Amadei, Sghedoni e Salerno, che hanno quote uguali, viene incaricata dal sindaco di ricostruire il calcio cittadino. La Pro Modena diventa Modena FC 2018 e accoglie anche Paolo Galassini e Gianlauro Morselli che entrano con un impegno inferiore rispetto ai tre soci fondatori. La nuova società parte a razzo, va all’asta e acquista il marchio del Modena FC 1912, perchè la storia non deve morire.

spareggio e divorzio

Due superpotenze, Sghedoni e Amadei che hanno 80 anni, e tre imprenditori giovani Salerno, Morselli e Galassini. La società perfetta con un neo: non c’è una maggioranza. Bisogna ripartire dalla serie D, ma la città è impazzita per il Modena: oltre 5700 abbonati, centinaia e migliaia di tifosi seguiranno la squadra anche fuori. Il Modena deve solo vincere, ma il dream team costruito da Tosi finisce nelle mani sbagliate di Apolloni. I gialli vanno in fuga, hanno la possibilità di uccidere il campionato, ma rallentano; la Pergolettese rimonta, raggiunge i canarini e li mette dietro. Bollini per Apolloni e arrivo alla pari. Primo posto per due, spareggio e disfatta del Modena a Novara. Via Bollini, Roby Malverti viene promosso alla guida della prima squadra, la rigenera e vince i playoff umiliando in finale la Reggio Audace, successo decisivo per poter puntare a un ripescaggio. Romano Sghedoni non perdona a Tosi di aver mancato l’obiettivo della promozione diretta in serie C. Mister Kerakoll entra in collisione con Amadei: un divorzio benedetto dalla Reggio Audace perchè Amadei e Tosi varcano la linea del Secchia.

finalmente serie c

Sghedoni prende il comando, costruisce una nuova dirigenza affidandosi al cognato Roberto Cesati che ingaggia Salvatori come ds e Mauro Zironelli come tecnico. La convinzione di poter rientrare in C dalla finestra è fortissima, ma non ci sono certezze.

12 luglio 2019: la Figc ufficializza il ritorno del Modena in serie C, nel calcio professionistico, il suo habitat naturale. È il gradino più basso, ma Romano Sghedoni punta già a quello dopo. E a una grande risposta dei tifosi che come si è augurato nella webradio uffiale del Modena: «Tra me e i tifosi c’è grande stima reciproca. Mi aspetto che ci sia la corsa all’abbonamento, quest’anno dobbiamo battere tutti i record. Loro sanno che noi siamo persone per bene, non raccontiamo favole. Non abbiamo comprato Pelè o Maradona, ma credo che si stia facendo bene». —



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