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Riolfo ordina: «Voglio un Carpi che non molla mai»

Fabio Garagnani

Il nuovo tecnico ritrova lo staff con cui fece grande due anni fa la Vis Pesaro: «Niente limiti, ma vietato essere presuntuosi» 

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Primo ciack biancorosso per mister Giancarlo Riolfo, che a Carpi porta il vice Paolo Pantera e il preparatore atletico Simone Arco. Insieme a Stefano Stefanelli è lo staff che due stagioni or sono fece la fortuna della Vis Pesaro. La speranza è poter ritrovare la stessa alchimia nel contesto carpigiano: «È un gruppo di lavoro col quale eravamo in grande sintonia a Pesaro – ha detto il nuovo tecnico biancorosso – sia a livello tecnico tattico che epidermico. Carpi è una piazza importante che ho sempre seguito perché qui giocavano giocatori che avevo allenato come Gagliolo e Concas. Sono venuto spesso a vedere le partite al Cabassi».

E poi c’è Cristiano Giuntoli, che dei successi recenti biancorossi è stato il vero artefice nelle vesti di ds, vecchia conoscenza di Riolfo: «Qualche volta ci si vede e si fa due chiacchiere. È diventato ds del Napoli grazie alle sue capacità e al percorso che ha fatto qui a Carpi, dove difficilmente lo dimenticherete. Tra noi c’è un rapporto amichevole avendolo avuto prima come compagno e poi come giocatore, ma sentirlo è difficile perché è super impegnato».

Il suo nome circolava da tempo, ma è stato ufficializzato solo in settimana: «Sapevamo delle vicissitudini societarie in atto, ma per il resto è tutto filato liscio. Nel calcio non si ha tutto e subito».

Le caratteristiche del suo Carpi?

«Non mollare mai, crederci sempre e decidere il proprio destino, senza subire le debolezze create da noi o dall’avversario. Con una idea propositiva e fiducia in noi stessi. Si lavorerà per dare idee e regole. Ora c’è un gruppo eterogeneo e numeroso, fatto di giocatori che scendono dalla B i rientri dai prestiti. Si cercherà di coinvolgere tutti per creare un gruppo e inizialmente mi adatterò più io a loro. Non ci poniamo limiti, però non dobbiamo essere presuntuosi».

Sui giocatori rimasti in rosa dalla passata stagione: «Se in loro ci fosse la disponibilità a rimanere sarei contento. Ho parlato solo con Cico Concas che avevo allenato a Savona e con nessun altro. Avremo modo di parlare individualmente e conoscerci meglio in ritiro. Vedremo quali saranno le scelte loro e della società».

Sulla sua decisione è pesata ovviamente la possibilità di ricostituire uno staff vincente, ma quando gli si chiede cosa andò storto in quella avventura pesarese, fu esonerato con la squadra in piena lotta promozione, preferisce chiudersi nel riserbo: «Non ne ho mai parlato. Chi ha vissuto le cose con noi sa cosa è successo. Ma noi come gruppo e come staff ci sentiamo di aver vinto il campionato». —



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