Il “castorismo” è consegnato agli archivi: con Riolfo in panchina rivoluzione tattica con il ritorno al trequartista e alle due punte
I tifosi si preparino a una rivoluzione: il ds in pectore Stefanelli l’ha annunciata e mister Riolfo avrà il difficile compito di tradurla sul campo. Alle porte c’è l’addio definitivo all’impostazione tattica fatta di verticalizzazione ossessiva che è stata la cifra del Carpi vincente dell’era Bonacini, timbro di fabbrica del castorismo e non solo. La sua efficacia fu spesso amplificata dalla presenza di un interprete perfetto come Jerry Mbakogu. Tutto in archivio: la gestione Riolfo si annuncia di assoluta rottura rispetto al recente passato. Saranno probabilmente due i moduli di gioco sui quali si insisterà di più in questi giorni di ritiro, ed entrambi comprendono il trequartista (Saber, Maurizi, Saric e Concas i candidati): il 4-3-1-2 ed il 3-4-1-2. La penuria di terzini in rosa lascia pensare che in questa prima fase possa essere addirittura privilegiata la difesa a tre, con una atteggiamento che già nei numeri appare decisamente spregiudicato. Lo è certamente per i tifosi del Cabassi, che in questi anni hanno visto fare calcio manovrato e avvolgente esclusivamente agli avversari, borbottando più di una volta quando, specie nell’epoca Calabro, l’atteggiamento tattico si è fatto dogma inattaccabile. Per mister Riolfo non si tratta di una novità. Ha adottato il trequartista già al tramonto della sua avventura di Savona, stagione 2015-16. Ha poi riproposto il centrocampo a rombo a Sanremo, Pesaro e poi ancora a Sassari, dove ha occasionalmente schierato la Torres proprio con il 3-4-1-2. —
F.G.
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