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Uno svedese di sangue carioca vince il Fontana: esulta Lindell

Gabriele Farina
Uno svedese di sangue carioca vince il Fontana: esulta Lindell

Battuto l’australiano O’Connell in tre set nella finale del torneo di Casinalbo Nel doppio si impongono i gemelli croati Sabanov contro Doumbia-Kivattsev

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Re Christian I di Svezia. Christian Lindell reclama lo scettro del 36esimo Memorial Fontana-2° Trofeo Servomech. Lo svedese di Rio de Janeiro supera in tre set l’australiano Christopher O’Connell e diventa il primo scandinavo a imporsi nel torneo dedicato a Eugenio Fontana, primo presidente del Club La Meridiana.

A Casinalbo il rosso del campo contrasta con il grigio del cielo. La minaccia di un nuovo scroscio di pioggia è sventata, anzi splende il sole tramontante quando Lindell mette a segno il punto decisivo dopo due ore e 27 minuti di gioco.

Un urlo liberatorio accompagna l’ultimo atto di chi agli ottavi aveva eliminato il campione in carica Jelle Sels. Allora non lo sapeva, ma la gara con l’olandese ha rappresentato un passaggio di testimone. La finale con l’australiano è però tutt’altro che facile. I contendenti decidono da subito che la migliore difesa è l’attacco.

Battute potenti e pochi scambi per tutti i primi 12 giochi del set inaugurale rappresentano un percorso quasi segnato: il tie-break è inevitabile. O’Connell passa a condurre (3-2) con una contestazione di Lindell (palla vicinissima alla riga). Lo svedese trasforma la protesta in energia e piazza cinque punti consecutivi: è 7-6 (5).

L’australiano ha un break point nel terzo game del secondo set (30-40). Lindell lo annulla, poi con un passante e un dritto s’aggiudica il parziale (2-1).

Lo svedese vola fino al 5-4 a suon di ace: 5 dei 7 messi a segno in tutta la gara avvengono nel set centrale. Messo alle strette, O’Connell risponde da campione: tre giochi di fila, di cui l’ultimo con l’avversario a zero, portano la sfida al terzo set (5-7).

L’equilibrio si spezza definitivamente nel quarto gioco. O’Connell è avanti con la sua battuta (30-15), ma ancora una volta lo svedese non molla. Un rimbalzo fortunato della rete gli vale la parità, un lob alto dello sfidante vale il break del 3-1.

La tensione è palpabile. Lo svedese dal sangue carioca indugia prima di servire nel secondo scambio del settimo gioco per una sventagliata di troppo in tribuna. O’Connell strappa applausi quando agevola l’arbitro Stefano Sacchi a invertire una decisione controversa (ace trasformato in secondo servizio).

Il vento è però davvero cambiato. L’ultimo acuto è il punto che vale il 5-3 Lindell. Lo svedese non molla più un colpo e lascia a zero l’avversario nel gioco che vale il 6-3.

«Nel secondo set avrei potuto vincere – spiega il vincitore – ma la svolta è stata quando ho salvato il break point nel terzo».

«È stata una partita dura, complimenti a Lindell», il commento dello sconfitto. Entrambi hanno manifestato il desiderio di tornare… a patto che il torneo si trasformi da Futures a Challenger.

«Abbiamo cercato di migliorare il torneo – ha garantito Elio Agnoli, direttore del Club – e faremo di tutto per arrivare a un livello più elevato». Nel 2020 si lavora già a un’ipotesi “Hospitality” per gli atleti.

Nella finale del torneo di doppio s’impongono i gemelli croati Ivan e Matej Sabanov. I favoriti della vigilia sconfiggono in rimonta 6-7(6) 6-3 10-7 il francese Sadio Doumbia e il russo Kirill Kivattsev. —

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