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Duca: «Non ho paura della C ed è cambiato tutto: adesso il Modena ha un gioco»

Paolo Vecchi
Duca: «Non ho paura della C ed è cambiato tutto: adesso il Modena ha un gioco»

Il centrocampista gialloblù si appresta ad affrontare una stagione decisiva nella propria carriera: «Pronto per il salto di categoria» 

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MODENA Edoardo Duca è uno dei giocatori più attesi del prossimo campionato. Prelevato nella stagione scorsa dal Pavia nella sessione invernale del mercato, il giovane centrocampista canarino è stato tenuto in naftalina prima da Apolloni, poi da Bollini. Ad ogni comparsata, però, il segnale che era tra i gialli migliori; nel finale di campionato e nei playoff si è scatenato uscendo dal Braglia salutato da autentiche standing ovation. La sua conferma è stata ottenuta a furor di popolo, ma non è stata così scontata per la pressione di altri club. Ma Duca, 22 anni, voleva il Modena e il Modena voleva Duca: un paio di incontri per trovare l’intesa, poi firma su un contratto triennale.

Edorardo, come affronti questa stagione, il tuo vero debutto in serie C ?

«Ho una grandissima carica. Ero già stato in una squadra di C, l’Albinoleffe, senza, però, collezionare alcuna presenza. Quindi è per me il gran debutto in una categoria in cui non vedo l’ora di mettermi alla prova. Mi gioco questa grande opportunità senza paura. Non mi spaventa la sfida con la serie C soprattutto ora che conosco bene l’ambiente e sento la fiducia dei nostri tifosi. Il loro affetto è tanto importante per me. Sono in un momento speciale della carriera e anche se mi sono legato per tre anni al Modena nella testa è come avessi firmato per una sola stagione».

Il tuo bilancio del ritiro?

«Abbiamo sostenuto un carico di lavoro importante non soltanto nelle gambe, ma anche nella testa. Le amichevoli che abbiamo disputato ci sono servite per provare un modulo nuovo e mettere in pratica le idee di mister Zironelli che ci tiene tantissimo alle uscite con la palla al piede. In questo momento possiamo esprimere soltanto un quarto di quello che possiamo dare sia sotto l’aspetto atletico che dell’intensità del gioco. Penso che saremo quasi al massimo per la Coppa Italia ».

Il gioco è il credo di Zironelli.

«L’anno scorso non ne avevamo. Si viveva sulle individualità e basta. È cambiato tutto: Zironelli cura tanto l’organizzazione della manovra in tutte le sue fasi e anche l’atteggiamento complessivo della squadra. Vuole velocità, palleggio rapido a due tocchi, aggressività: chi lo ha già avuto forse è facilitato, io ce la metto tutta per mettermi in pari il prima possibile. Il ruolo? L’anno scorso ho fatto la mezzala classica, ma va bene anche da trequartista. Sono a disposizione del mister. Vorrei aggiungere che qui siamo diventati dei professionisti a 360 gradi per l’intensità degli allenamenti e la velocità di pensiero. Rispetto alla stagione scorsa è diverso. Il gruppo è giovane e tosto, tutti ascoltano il mister e si applicano al massimo».

Che impressione ti fa allenarti con Sodinha?

«Sì, l’ho visto solo correre per ora. A livello tecnico lui è di un altro pianeta e cercherò di rubargli qualcosa. Ci aspettiamo tanto da lui».

Il Modena si aspetta tanto anche da Ferrario.

«Ha un fame di gol che fa paura. Lui vive per quello e sta lavorando alla grande».

Il girone fa paura...

«Per come la vedo io meglio un girone intenso piuttosto che uno noioso. Il livello tecnico della squadra è buono e ho fiducia. Poi si vedrà». —


 

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