Il Sassuolo “maestro” nelle cessioni: il tesoretto supera già i 40 milioni
Più altri 26 potenziali con i bonus. Da quando sono in A, per i neroverdi “affari” in uscita per un totale di 120 milioni
Nel calcio è fondamentale saper azzeccare gli acquisti, è indiscutibile, non è un caso che in Serie A domini da anni la Juventus che in questo è maestra. Ma per i piccoli club, che il budget della Vecchia Signora se lo sognano, alla capacità di trovare gli innesti giusti a prezzi accessibili, si deve sommare quella di saperli rivendere dopo averli valorizzati a tal punto da incassare molto di più di quanto speso.
In questo il Sassuolo ha pochi rivali in Italia. I neroverdi stanno per iniziare la settima stagione nel massimo campionato e di affari se ne contano parecchi. Il primo vero colpo in uscita fu Zaza, correva l'anno 2015, la Juventus lo pagò 18 milioni. Nel 2016 Vrsaljko passò all'Atletico Madrid per 16 milioni più 2 di bonus, la società fu oculatissima a cederlo nel momento più alto della sua carriera, successivamente compromessa da tanti infortuni. Stessa cosa per Sansone, che partì di corsa, destinazione Villarreal, per 13 milioni più bonus.
Nel 2017 a riempire le casse neroverdi furono Pellegrini, per il quale la Roma sfruttò un diritto di recompra a 10 milioni, e Defrel, che andò ai giallorossi in prestito a 5 milioni con riscatto fissato a 15 più 3 di bonus. L'estate scorsa l'arrivo di De Zerbi portò a una vera e propria rivoluzione. Due i titolarissimi ceduti: Acerbi alla Lazio per 10 milioni più 2 di bonus, non poco per un difensore di grande spessore ma pur sempre classe '88, e Politano, in un'operazione che ha visto l'Inter sborsare nel complesso ben 25 milioni. Facendo i conti, si arriva circa a 120 milioni, ai quali vanno sommati gli introiti di operazioni minori.
E veniamo al mercato attuale. Ad oggi il Sassuolo ha venduto cinque giocatori con un incasso di 41 milioni più 26 di eventuali bonus: Sensi all’Inter a 5 milioni pagati subito, più 22 la prossima estate (coi bonus si potrebbe arrivare a 25), Demiral alla Juventus per 18, Di Francesco alla Spal per 5, Boateng alla Fiorentina per 1 e Lirola, sempre alla Viola per 12 più 4 di bonus. E non è finita, perchè ci sono altri neroverdi con la valigia in mano, su tutti Babacar, che il Sassuolo non vorrebbe cedere per meno di 7-8 milioni. In realtà, la bravura non sta solo nell'incassare, ma nel farlo non compromettendo i risultati sportivi, ed è esattamente quello che è accaduto ai neroverdi. Fatta eccezione per la prima stagione in A, che vide la squadra di Squinzi agguantare la salvezza in extremis e classificarsi al diciassettesimo posto, il Sassuolo non è mai sceso sotto la dodicesima casella della graduatoria, raggiungendo addirittura la qualificazione in Europa League nel 2016. Nonostante la doppia competizione complicò e non poco il percorso dei neroverdi, con una rosa troppo risicata per potersi permettere l'avventura oltre confine, Di Francesco portò la barca in salvo anche nel 2017. Da lì in poi, un anno di transizione, quello guidato da Bucchi prima e Iachini poi, concluso comunque con la vetta della parte destra della classifica, e uno di rivoluzione, il 2019, che ha posto le basi per quella che dovrebbe essere la stagione del boom firmato De Zerbi. A dare conferma delle ambizioni del club, il mercato in entrata, fatto di acquisti mirati, giocatori funzionali al progetto ma nessuna spesa folle (per ora spesi in tutto 15,5 miloni). Traorè, Caputo, Obiang, Toljan e Gravillon sono già arrivati, mancano un difensore centrale, probabilmente un terzino e uno, o forse due, attaccanti. Se le scelte dovessero essere giuste, il Sassuolo dei miracoli potrebbe davvero sognare in grande, ancora una volta. —
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